Schifani si ricandida per guidare la Regione Siciliana anche nel quinquennio che va dal 2027 al 2032. Il presidente della Regione ha scelto la cornice del convegno “Radici e orizzonti”, organizzato dall’Agesci al teatro Politeama di Palermo sabato scorso, per rilanciare con forza la prospettiva di un secondo mandato alla guida dell’isola. Un annuncio formale giunto a margine di un incontro con centinaia di giovani scout, durante il quale l’ex presidente del Senato ha preso atto di un consenso che appare ormai plebiscitario all’interno dell’intera coalizione di centrodestra.
Rispondendo ai cronisti presenti nel capoluogo siciliano, il governatore ha tracciato il solco della continuità amministrativa ricordando l’investitura ricevuta nell’estate di quattro anni fa, quando gli fu chiesto ufficialmente di scendere in campo da Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Raffele Lombardo e Totò Cuffaro. Nel rivendicare l’operato della sua giunta e la compattezza degli alleati nel confermargli la fiducia per la ricandidatura, il presidente ha scandito con chiarezza la propria visione sul futuro: “Non dico che mi sento già in campagna elettorale perché ancora manca un anno, ma do per scontato il mio impegno che intendo continuare a realizzare nell’interesse dei siciliani”.
Le parole del governatore arrivano in un momento di intensa attività politica, segnato dal lavoro parlamentare all’Assemblea Regionale Siciliana. La continuità politica, secondo Schifani, rappresenta la chiave di volta per non disperdere i frutti del lavoro compiuto negli ultimi anni. Il percorso intrapreso poggia su tre direttrici fondamentali: l’attenzione al sociale, la gestione immediata delle emergenze e il sostegno alla crescita economica.
I buoni risultati ottenuti dall’amministrazione regionale sono ormai evidenti agli occhi degli osservatori e riguardano complessivamente gli ultimi due governi siciliani: quello di Nello Musumeci e l’attuale governo Schifani. Si tratta di un periodo di nove anni di governo di centrodestra che ha rilanciato l’isola e progressivamente allontanato il ricordo dello sciagurato governo guidato da Rosario Crocetta e dalla sinistra, stagione segnata da una costante crisi finanziaria, persistente instabilità di governo, e l’utilizzo di quella che in molti hanno chiamato “antimafia di facciata” come strumento di potere per giustificare nomine e scelte amministrative.
Al contrario, la linea politica ed economica tracciata dal centrodestra ha permesso di restituire solidità e stabilità ai conti pubblici, consolidando al contempo la centralità della Sicilia nel panorama politico ed economico nazionale. Attraverso una programmazione finanziaria rigorosa e orientata alla crescita, l’amministrazione regionale è riuscita a mettere in sicurezza i bilanci dell’Isola, passando da un disavanzo di 7 miliardi a un avanzo di 5,5 miliardi. e accelerando le procedure per la spesa dei fondi strutturali. Nuovo corso che ha notevolmente migliorato il rating di affidabilità della Regione di fronte ai mercati, ma ha anche consentito di attrarre nuovi investimenti e di trasformare la Sicilia in un interlocutore strategico di primo piano per le grandi politiche di sviluppo del Mediterraneo.
Tra i traguardi più significativi raggiunti recentemente spicca il fatto che la Sicilia è risultata la prima Regione in Italia per impegni e pagamenti effettuati con il Fondo sviluppo e coesione 2021-2027. Un indicatore finanziario strategico che testimonia la capacità di spesa e di programmazione efficiente delle risorse europee e nazionali.
Sul fronte sociale e occupazionale, i numeri evidenziano come, grazie alle politiche espansive e di sviluppo, negli ultimi cinque anni sia diminuito il numero di giovani che sono partiti per l’estero e sia contestualmente aumentato quello degli under 40 rientrati nell’Isola, con oltre dodicimila ragazzi che tra il 2021 e il 2025 hanno scelto di scommettere nuovamente sul proprio territorio di origine grazie al miglioramento del tessuto socioeconomico.
L’ultimo anno di legislatura sarà quindi all’insegna della preparazione al secondo mandato del presidente Schifani e sarebbe stato ben strano se non fosse così attesi i risultati indiscutibili degli ultimi 4 anni. Certo non tutto è stato rose e fiori ed esente da errori, ma sul piano dello sviluppo economico e sociale e degli investimenti finalmente la Sicilia, i suoi cittadini e le sue forze produttive cominciano a credere nel proprio futuro.