NUOVE REGOLE PER LE AMBULANZE, CAMBIA IL 118 SICILIA

di Redazione

Il sistema di emergenza sanitaria del 118 Sicilia cambia radicalmente e manda in soffitta un regolamento che risaliva ormai a sedici anni fa. Il nuovo quadro normativo, voluto dall’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso e formalizzato in un decreto pubblicato venerdì 18 in Gazzetta Ufficiale, mira a ridefinire dalle fondamenta il flusso operativo dei soccorsi, eliminando le storiche inefficienze che troppe volte hanno paralizzato le ambulanze pubbliche e congestionato i presidi ospedalieri.

A determinare la svolta sono state le recenti polemiche scaturite dagli esiti delle ispezioni condotte nel bacino orientale dell’Isola, in particolare nelle province di Catania, Ragusa e Siracusa. Le verifiche avevano infatti scoperchiato una realtà allarmante, fatta di croniche carenze organiche, carenze nell’organigramma e, soprattutto, di mezzi di soccorso rimasti bloccati per ore nei piazzali dei pronto soccorso in attesa della restituzione delle barelle e dei presidi medici. Dinanzi a questo scenario, l’assessorato ha convocato d’urgenza i dirigenti della società Seus e i vertici delle quattro Centrali operative dell’Isola per azzerare le conflittualità e stabilire direttive operative non più derogabili.

Le disposizioni introdotte dal recente decreto stabiliscono paletti estremamente rigidi per tutte le fasi del soccorso. Il primo vincolo fondamentale riguarda il tempo di attivazione: una volta ricevuta la segnalazione da parte della Centrale operativa, l’equipaggio assegnato al servizio ha un termine massimo di centoventi secondi per mettere in moto il veicolo e partire verso il luogo dell’evento. Parallelamente, spetta alla stessa Centrale individuare la struttura d’approdo più adatta, calibrando la scelta sulle reali condizioni cliniche del cittadino assistito e sulla disponibilità dell’offerta ospedaliera.

Il punto di svolta più rilevante riguarda la fase d’ingresso e presa in carico all’interno dei pronto soccorso. Per evitare il reiterarsi di stazionamenti davanti alle strutture sanitarie, il decreto impone che la consegna del paziente all’ospedale debba completarsi entro e non oltre il termine tassativo di quindici minuti dall’arrivo. Qualora la persona soccorsa necessiti di continuare a utilizzare la barella o specifiche apparecchiature appartenenti alla dotazione dell’ambulanza, la struttura ospedaliera sarà obbligata a sostituire tempestivamente tali presidi con i propri, consentendo al personale del soccorso territoriale di recuperare il materiale e riprendere immediatamente la disponibilità operativa sul territorio.

Un altro capitolo centrale della riforma riguarda la rigorosa limitazione dell’impiego dei mezzi della Seus, che dovranno rimanere concentrati in via prioritaria sulle reali situazioni di emergenza. Viene stabilita una netta stretta sui trasferimenti ordinari dei pazienti già ricoverati, che non potranno più gravare indistintamente sul circuito d’emergenza. Inoltre, viene posto un divieto assoluto all’utilizzo delle ambulanze pubbliche per i trasporti, sia primari che secondari, di utenti degenti o assistiti all’interno di case di cura private.

Spiegando la ratio dell’intervento, l’assessore Caruso ha evidenziato la necessità di una svolta organizzativa per garantire la sicurezza del servizio. “Con le nuove linee guida abbiamo voluto efficientare il sistema, garantendo una migliore organizzazione in grado di rendere il servizio più efficace e sicuro”, ha dichiarato, sottolineando la priorità data alla tutela dei cittadini.

La strategia dell’assessorato alla Salute guarda oltre la regolamentazione delle procedure operative, puntando a un riassetto profondo della società di gestione. Caruso ha infatti anticipato l’intenzione di procedere a una ristrutturazione della Seus tramite la definizione di un nuovo organigramma. L’obiettivo dichiarato è l’inserimento di specifiche figure professionali finora carenti nel contingente dei soccorsi, prevedendo un’integrazione stabile di personale medico e di infermieri a bordo dei mezzi.

Il documento normativo disciplina infine, in maniera organica, la composizione tecnica e le mansioni degli equipaggi, la distinzione tra ambulanze medicalizzate e infermieristiche, i criteri di coordinamento con le Centrali, la gestione dei mezzi di elisoccorso e i protocolli per le maxi-emergenze. Frutto di un lavoro congiunto che ha coinvolto i tecnici delle aziende sanitarie e i vertici operativi della rete d’emergenza, le nuove disposizioni sono immediatamente vincolanti per tutto il sistema sanitario regionale.