Il Limone della Piana di Bagheria e altre undici straordinarie novità tra legumi, ortaggi, frutta, lievitati, mieli e formaggi, fanno il loro debutto ufficiale tra i presidi Slow Food nell’affascinante cornice piemontese, dove il capoluogo sabaudo, da domani e fino a domenica 27, trasforma le sue vie più celebri in una vetrina internazionale del gusto etico.
La nuova edizione della celebre manifestazione promossa dal movimento fondato da Carlin Petrini prende vita nel cuore pulsante della città per una quattro giorni interamente dedicata alla salvaguardia dei prodotti della terra e delle tipicità a rischio di scomparsa. Un evento imponente che richiama centinaia di produttori locali, artigiani e agricoltori pronti a mostrare come la tutela della biodiversità rappresenti oggi l’unica reale alternativa all’omologazione dei consumi.
Tra le regioni protagoniste di questa grande festa del cibo, un ruolo di primo piano spetta indubbiamente al territorio siciliano. L’isola partecipa con una rappresentanza nutrita di oltre venti aziende, portando all’attenzione del pubblico internazionale storie straordinarie di resilienza e recupero delle tradizioni locali. Una storia particolarmente emblematica riguarda proprio il Limone della Piana di Bagheria, la cui coltivazione nacque nell’Ottocento come risposta economica alla devastazione dei vigneti causata dalla fillossera.
Quella grave crisi agricola portò alla conversione dei terreni e alla nascita di una coltura straordinaria, appartenente alla pregiata cultivar femminello, capace di produrre frutti eccezionali persino nella stagione più calda grazie all’impiego di antiche tecniche di irrigazione, nell’areale dei territori di Bagheria, Altavilla Milicia, Campofelice di Roccella, Casteldaccia, Ficarazzi, Misilmeri, Santa Flavia, Termini Imerese, Trabia, Villabate.
Il programma allestito per l’occasione nello spazio espositivo dedicato alla Sicilia si preannuncia denso di momenti di approfondimento culturale ed esperienze culinarie guidate. Gli appuntamenti permettono ai visitatori di compiere un vero e proprio viaggio sensoriale attraverso la cucina dell’isola, affiancando alla riscoperta di legumi dei dolci tipici e dei prodotti del mare e della terra un ciclo di dibattiti focalizzati sull’innovazione sostenibile e sulla sostenibilità ambientale del comparto agroalimentare. Ricercatori, cuochi e produttori si alternano per raccontare l’importanza dei progetti di tutela, dimostrando come la passione e la determinazione di piccoli agricoltori e allevatori possano sottrarre all’oblio un patrimonio culturale d’inestimabile valore per le generazioni future.