ANZIANO PICCHIATO A PALERMO: FOLLIA DA CHALLENGE

di Redazione

Un uomo anziano picchiato senza un apparente motivo mentre attendeva semplicemente l’arrivo dell’autobus: è questo il quadro sconcertante emerso dagli ultimi accertamenti delle forze dell’ordine nel capoluogo siciliano. Un episodio di violenza gratuita che trasforma una tranquilla giornata in un incubo, consumatosi a due passi dallo stadio cittadino.

La vittima, un uomo di settantuno anni residente nel borgo di Sferracavallo, si trovava nei pressi della pensilina quando è stata avvicinata improvvisamente da un giovanissimo sconosciuto. Nessuno scambio di battute, nessuna lite né tantomeno un tentativo di rapina. Soltanto un calcio sferrato con brutalità in pieno petto che ha scaraventato l’uomo sull’asfalto, lasciandolo a terra dolorante e sotto shock.

Ciò che rende la vicenda ancora più inquietante è il dettaglio notato dalla vittima subito dopo l’aggressione. A brevissima distanza dall’aggressore, un coetaneo assisteva alla scena impugnando uno smartphone, con l’obiettivo puntato esattamente sul settantunenne. L’ipotesi principale su cui si concentrano le attenzioni degli investigatori porta direttamente al mondo del web e alla pericolosa moda delle challenge. Si tratterebbe dell’ennesima derivazione malata delle prove di coraggio digitali, dove la violenza fisica verso un passante indifeso diventa un contenuto da confezionare, condividere e far circolare sulle piattaforme informatiche per raccogliere approvazione e visualizzazioni.

Dopo essersi ripreso a fatica dall’impatto, il pensionato è riuscito a rientrare nella propria abitazione, ma la persistenza e l’intensità dei dolori al torace lo hanno spinto nei giorni successivi a presentarsi al pronto soccorso dell’ospedale Villa Sofia. I controlli clinici e gli accertamenti radiografici svolti dai sanitari hanno evidenziato la lesione di due costole, con una prognosi ufficiale di guarigione fissata in un mese. Da quel momento sono scattate le indagini, affidate anche all’analisi dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza installati lungo la zona della pensilina e dell’impianto sportivo, fondamentali per tracciare la via di fuga e risalire all’identità della coppia di ragazzini.

L’episodio ripropone con drammatica urgenza il tema dell’uso del tutto privo di consapevolezza delle tecnologie e dei canali di comunicazione digitale da parte dei giovanissimi, incapaci di percepire la gravità reale delle proprie azioni, oppure consapevoli e del tutto indifferenti al dolore altrui. La ricerca disperata di visibilità in rete spinge sempre più spesso gruppi di minorenni a scavalcare ogni argine morale e legale, trasformando la sofferenza di altri in uno spettacolo da condividere.

Sul piano strettamente giudiziario, la posizione dei responsabili dipenderà in modo determinante dalla loro fascia d’età. Se l’autore materiale del gesto dovesse rivelarsi un ragazzo di età inferiore ai quattordici anni, la legge italiana prevede la non imputabilità penale, escludendo la possibilità di un processo. In questo scenario, qualora il giovane venisse riconosciuto come soggetto socialmente pericoloso, il giudice per i minorenni potrebbe applicare una misura di sicurezza, come la prescrizione di percorsi di recupero educativo, mentre la responsabilità civile per i danni economici e morali ricadrebbe interamente sui genitori.

Diversa sarebbe la situazione nell’ipotesi in cui l’aggressore avesse un’età compresa tra i quattordici e i diciotto anni. In questo caso il minore sarebbe imputabile e passibile di un procedimento penale davanti al Tribunale per i Minorenni con l’accusa di lesioni personali aggravate, pur beneficiando delle attenuanti e delle opzioni rieducative previste dall’ordinamento minorile, compresa la possibilità di accedere alla messa alla prova per estinguere il reato attraverso un percorso di effettivo ravvedimento.

Al di là del serio danno causato e delle sofferenze inflitte, una domanda sorge spontanea: cosa succederebbe se lo straordinario dovesse diventare ordinario? Se una determinata cerchia di persone, in questo caso dei ragazzi, dovesse convincersi che ciò che adesso sconvolge fosse ormai diventato “stantio” e decidesse di innalzare l’asticella, quali sarebbero i prossimi assurdi confini da superare?