La Rottamazione quinquies entra nel vivo della sua fase operativa, ridisegnando la geografia del contenzioso fiscale e offrendo ai contribuenti un’importante occasione di sanatoria. La reale fruibilità di questo strumento per le entrate locali dipende tuttavia in modo diretto dalle decisioni adottate da ogni singola amministrazione del territorio. Non basta infatti constatare l’avvio della misura a livello generale per dare per scontata la definizione agevolata del proprio debito. Il meccanismo normativo richiede un’attenta verifica preliminare per individuare con esattezza il soggetto creditore e verificare se quest’ultimo abbia aderito all’iniziativa promossa dall’Agenzia delle Entrate.
Per affrontare il percorso, il cittadino non deve basarsi sulla propria residenza anagrafica attuale, deve esaminare accuratamente gli atti ricevuti. La cartella esattoriale o l’avviso di pagamento indicano con chiarezza l’ente che ha affidato il carico al concessionario della riscossione. Una distinzione fondamentale riguarda la natura della somma pretesa.
Se per i tributi di natura comunale come l’Imposta municipale unica (IMU) o la tassa sui rifiuti il riferimento è quasi sempre l’amministrazione cittadina, per altre tipologie di passività la situazione appare più complessa. Per il bollo auto e moto occorre verificare l’amministrazione titolare del prelievo, mentre per le sanzioni derivanti da violazioni del Codice della strada diventa indispensabile distinguere tra i verbali elevati dai Comuni e quelli comminati da organi statali, come le Prefetture, che seguono binari procedurali differenti.
La sanatoria riguarda esclusivamente i ruoli consegnati all’agente della riscossione all’interno della finestra temporale che va dal gennaio 2000 al dicembre 2023, con la tassativa esclusione delle somme dovute a seguito di sentenze di condanna emesse dalla Corte dei conti. Nel caso specifico delle sanzioni amministrative estranee all’ambito tributario, il beneficio economico non azzera la quota capitale della sanzione, ma azzera gli interessi accumulati e i corrispettivi maturati a titolo di aggio.
Il quadro isolano si presenta particolarmente sfaccettato. Se la Regione Siciliana non compare nell’elenco generale delle adesioni per i tributi locali, resta attiva la disciplina speciale adottata autonomamente dalla Regione per la regolarizzazione delle tasse automobilistiche, con un termine fissato per la fine di ottobre. Per quanto concerne gli enti territoriali di area vasta, la partecipazione risulta limitata alla Città Metropolitana di Catania e al Libero Consorzio Comunale di Ragusa.
La tabella di marcia stabilisce passaggi ben definiti per la presentazione delle istanze e la regolarizzazione delle pendenze. Entro la metà di ottobre, il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione metterà a disposizione dei contribuenti, all’interno della sezione riservata, gli strumenti informatici e le funzionalità necessarie per identificare con precisione i singoli carichi definibili. La finestra temporale per l’invio telematico della richiesta formale si aprirà il 16 ottobre 2026 per chiudersi il 15 dicembre dello stesso anno.
Successivamente, l’ente elaborerà i conteggi ufficiali e invierà le comunicazioni relative agli importi definitivi entro la fine di febbraio del 2027. I contribuenti potranno scegliere se versare il dovuto in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure optare per un piano di dilazione fino a un massimo di 54 rate con cadenza bimestrale, sulle quali si applicherà un tasso di interesse annuo pari al 3% a partire dal primo aprile 2027.
Di seguito si riporta la mappa completa dei Comuni siciliani che hanno formalizzato l’adesione alla misura agevolativa, suddivisi territorio per territorio.
In provincia di Agrigento hanno aderito Agrigento, Alessandria della Rocca, Aragona, Bivona, Burgio, Caltabellotta, Cammarata, Campobello di Licata, Casteltermini, Castrofilippo, Cattolica Eraclea, Cianciana, Comitini, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lampedusa e Linosa, Licata, Montevago, Palma di Montechiaro, Racalmuto, Raffadali, Ravanusa, Realmonte, Ribera, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, Santa Elisabetta, Santo Stefano Quisquina, Sciacca, Siculiana e Villafranca Sicula.
In provincia di Caltanissetta rientrano tra gli enti aderenti i Comuni di Acquaviva Platani, Butera, Caltanissetta, Campofranco, Delia, Gela, Milena, Montedoro, Mussomeli, Niscemi, Riesi, San Cataldo, Santa Caterina Villarmosa e Sutera.
Nel territorio della Città Metropolitana di Catania hanno approvato il provvedimento Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Sant’Antonio, Acireale, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Caltagirone, Camporotondo Etneo, Castel di Iudica, Castiglione di Sicilia, Catania, Grammichele, Gravina di Catania, Licodia Eubea, Mascalucia, Mazzarrone, Militello in Val di Catania, Milo, Mineo, Mirabella Imbaccari, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Nicolosi, Palagonia, Paternò, Piedimonte Etneo, Raddusa, Ramacca, Randazzo, San Cono, San Michele di Ganzaria, San Pietro Clarenza, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina, Sant’Agata Li Battiati, Scordia, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Viagrande, Vizzini e Zafferana Etnea.
In provincia di Enna le amministrazioni partecipanti sono Agira, Aidone, Assoro, Calascibetta, Catenanuova, Centuripe, Enna, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Nicosia, Nissoria, Regalbuto, Sperlinga, Troina, Valguarnera Caropepe e Villarosa.
Nella Città Metropolitana di Messina si registra l’adesione di Acquedolci, Alì, Barcellona Pozzo di Gotto, Brolo, Capri Leone, Caronia, Castell’Umberto, Castelmola, Cesarò, Condrò, Falcone, Floresta, Frazzanò, Furci Siculo, Gaggi, Galati Mamertino, Giardini-Naxos, Gioiosa Marea, Graniti, Letojanni, Limina, Lipari, Longi, Malfa, Messina, Milazzo, Mirto, Mistretta, Montagnareale, Montalbano Elicona, Motta Camastra, Naso, Nizza di Sicilia, Patti, Pettineo, Piraino, Raccuja, Rodì Milici, San Filippo del Mela, San Fratello, San Marco d’Alunzio, San Piero Patti, San Teodoro, Santa Domenica Vittoria, Santa Lucia del Mela, Santa Teresa di Riva, Sant’Agata di Militello, Sant’Alessio Siculo, Sant’Angelo di Brolo, Scaletta Zanclea, Sinagra, Spadafora, Taormina, Torregrotta, Tusa e Venetico.
Nel territorio della Città Metropolitana di Palermo compaiono Altavilla Milicia, Altofonte, Bagheria, Balestrate, Baucina, Bisacquino, Borgetto, Caccamo, Caltavuturo, Campofelice di Fitalia, Campofelice di Roccella, Campofiorito, Camporeale, Capaci, Carini, Castelbuono, Casteldaccia, Cefalà Diana, Cefalù, Cerda, Chiusa Sclafani, Ciminna, Cinisi, Collesano, Contessa Entellina, Corleone, Gangi, Geraci Siculo, Giardinello, Giuliana, Lascari, Marineo, Mezzojuso, Misilmeri, Montelepre, Montemaggiore Belsito, Palazzo Adriano, Palermo, Partinico, Piana degli Albanesi, Polizzi Generosa, Pollina, Prizzi, San Cipirello, San Giuseppe Jato, San Mauro Castelverde, Santa Cristina Gela, Santa Flavia, Sciara, Scillato, Termini Imerese, Terrasini, Torretta, Trabia, Trappeto e Villabate.
Per quanto riguarda il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, gli enti locali presenti sono Acate, Chiaramonte Gulfi, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Almo, Pozzallo, Ragusa, Scicli e Vittoria.
In provincia di Siracusa figurano nell’elenco ufficiale Augusta, Avola, Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Carlentini, Floridia, Francofonte, Lentini, Melilli, Palazzolo Acreide, Rosolini, Siracusa e Solarino.
In provincia di Trapani hanno infine scelto di accedere alla definizione agevolata i Comuni di Alcamo, Buseto Palizzolo, Calatafimi-Segesta, Campobello di Mazara, Castellammare del Golfo, Castelvetrano, Erice, Favignana, Gibellina, Marsala, Paceco, Pantelleria, Partanna, Poggioreale, Salemi, San Vito Lo Capo, Santa Ninfa, Trapani, Valderice e Vita.