Agenti circondati dalla folla e momenti di fortissima tensione nel cuore di Palermo. La notte del centro storico si è trasformata in un teatro di caos quando una volante della polizia, impegnata in un normale pattugliamento, ha intimato lo stop a due giovani che viaggiavano a bordo di uno scooter Honda SH. Invece di accostare, il conducente del mezzo ha dato gas, dando il via a una pericolosa fuga a tutta velocità tra i vicoli del quartiere Ballarò.
I poliziotti si sono mossi immediatamente sulle loro tracce per tentare di fermare la corsa dei due sospetti. L’inseguimento si è però interrotto bruscamente in via Porta di Castro, dove l’auto di servizio si è scontrata frontalmente con un secondo ciclomotore che procedeva in senso contrario. A bordo di quest’ultimo veicolo c’erano altri due ragazzi, rimasti feriti a causa dell’impatto e successivamente trasportati dai sanitari del 118 all’ospedale Civico. Approfittando dell’incidente e del momento di confusione, i due fuggitivi sono riusciti a far perdere le proprie tracce.
Gli agenti hanno subito arrestato la marcia per prestare il primo soccorso ai feriti, ma la situazione è degenerata in pochi minuti. Decine di residenti si sono riversati in strada, accerchiando i poliziotti, scagliandosi contro di loro con minacce e colpendo a pugni la carrozzeria della vettura di servizio. A scatenare la rabbia della folla sarebbe stata la velocità con cui la pattuglia stava percorrendo quella via.
Non è dato, allo stato, sapere chi fossero i due individui in fuga. Potevano essere criminali intenti a compiere un reato, latitanti ricercati, esponenti della criminalità organizzata. O magari, più semplicemente, chi guidava era sprovvisto di patente di guida e temeva una sanzione amministrativa. Quel che è certo è che gli agenti stavano svolgendo il loro lavoro, garantendo la sicurezza collettiva. Pretendere che un inseguimento nei confronti di possibili malviventi avvenga a passo d’uomo o lentamente è un ragionamento insensato che garantirebbe illegalità e fughe. E poi, resta il fatto che il secondo ciclomotore procedeva in divieto di accesso.
La criticità dell’episodio ha richiesto l’intervento urgente dei rinforzi: sul posto sono dovute confluire diverse pattuglie della Questura, affiancate da Carabinieri e Guardia di Finanza, per ripristinare l’ordine e proteggere il personale sul campo.
Quanto accaduto richiama alla memoria i fatti avvenuti solo poche settimane fa a Falsomiele, dove un analogo accerchiamento ai danni delle forze dell’ordine portò al ferimento di otto operatori.
La vicenda di Ballarò rimarca ancora una volta le difficoltà con cui lo Stato si trova a dover affermare la propria presenza in determinate zone della città.