Continua lo scontro fratricida all’interno della Democrazia Cristiana. Secondo un comunicato del deputato regionale Carmelo Pace, il Collegio dei Probiviri nazionali ha dichiarato nulle le sospensioni decretate da Gianpiero Samorì e avrebbe ripristinato le funzioni del Segretario Nazionale, Carmelo Pace, e del Presidente del Consiglio Nazionale, Renato Grassi.
Per comodità, non riuscendo a stabilire chi abbia ragione in questa disputa a colpi di espulsioni e comunicati stampa, da adesso in poi chiameremo Democrazia Cristiana 1 quella di Gianpiero Samorì, vice segretario nazionale vicario e di Salvo Giuffrida, ex deputato regionale, da Samorì nominato commissario per la Sicilia, e Democrazia Cristiana 2 quella di Carmelo Pace, deputato regionale e sindaco di Ribera, proclamato segretario nazionale e di Renato Grassi, Presidente nazionale del partito.
La Democrazia Cristiana 1 ha convocato il congresso nazionale per il 24 ed 25 ottobre. Convocazione non riconosciuta dalla Democrazia Cristiana 2 che ha convocato la direzione del partito e ha eletto Carmelo Pace, segretario nazionale revocando tutti i commissari regionali nominati da Samorì, compreso Salvo Giuffrida, il quale però non solo non ha riconosciuto l’elezione di Pace, come ugualmente ha fatto Samorì, ma sta oggi svolgendo l’Assemblea pre-congressuale regionale della Sicilia, alla quale parteciperanno i seguaci della DC 1, ma non quelli della DC 2.
Ognuna delle due DC ha deferito l’altra ai probiviri del Partito che secondo Pace avrebbero adesso dato ragione alla DC 2.
“Il Collegio dei Probiviri della Democrazia Cristiana – ci fa sapere Carmelo Pace – ha accertato la carenza assoluta di poteri in capo al vicesegretario facente funzioni Gianpiero Samorì in relazione ai provvedimenti di sospensione dal Partito adottati nei confronti del sottoscritto, Segretario Nazionale, e del Presidente del Consiglio Nazionale, Renato Grassi. Il Collegio ha pertanto dichiarato tali provvedimenti nulli, invalidi e inefficaci, sancendo la necessità dell’immediato ripristino delle funzioni del Segretario Nazionale e del Presidente del Consiglio Nazionale”.
“Prendo atto con soddisfazione della decisione assunta dall’organo di garanzia del Partito che – continua Pace – conferma la correttezza dell’operato portato avanti in questi giorni, con l’obiettivo di assicurare alla Democrazia Cristiana piena operatività, stabilità organizzativa e continuità politica. Non ho mai nutrito dubbi sulla legittimità del percorso intrapreso e sulla necessità di tutelare il Partito, le sue regole e i suoi organismi, nell’interesse di una comunità politica che ha bisogno di chiarezza, responsabilità e unità”.
Tutto questo ovviamente in attesa che la DC 1 ci faccia sapere che non è niente vero e che le cose stanno in un altro modo.
Peccato che per i partiti non esista ciò che per le coppie risolve tuti i problemi: ossia il divorzio.
Nel frattempo i toni tra le due fazioni hanno raggiunto un livello pesantissimo pieno di insulti e colpi bassi fino ad arrivare al più pungente di Samorì che ha accusato Totò Cuffaro di essere stato “parte attiva anche in questa vicenda”. Accusa gravissima se si pensa che nei termini del patteggiamento di tre anni concordato da Cuffaro c’è il divieto di frequentare politici, divieto che di certo avrebbe infranto se fosse stato davvero parte attiva.
Non sappiamo come proseguirà la vicenda, e non siamo ottimisti in proposito. Se possiamo però dare un consiglio, noi proporremmo di adottare come nomi DC 1 e DC 2 (c’è già stato un precedente analogo in Sicilia con Forza Italia) e affidare tutto il resto ai legali.
Magari il problema non si risolverà per le regionali del 2027, ma di certo lo sarà per quelle del 2032.