La manovra correttiva approda finalmente alle battute conclusive all’Assemblea Regionale Siciliana in un clima politico infuocato e un percorso disseminato di insidie. L’obiettivo fissato dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e dai capigruppo di maggioranza è completare le votazioni e giungere all’approvazione finale del provvedimento di variazione di bilancio entro il termine di giovedì.
Sotto la lente, e dopo lo stralcio di più di 50 articoli effettuato la scorsa settimana, restano 73 articoli da esaminare per un valore complessivo di circa cinquecento milioni di euro. La coalizione di governo intende tirare dritto lungo la strada tracciata, difendendo la struttura della legge. Diversa la linea tenuta dall’opposizione del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle intenta unicamente a provocare lo stallo dei lavori d’aula. Per la compagine di governo si tratta di una vera e propria prova del nove, chiamata a dimostrare coesione ed evitare dolenti battute d’arresto.
La scintilla dello scontro istituzionale riguarda il controverso Fondo Iniziative Territoriali (FIT), una dotazione finanziaria da cinquanta milioni di euro destinata a coprire interventi e progetti destinate a comuni o enti ecclesiastici. Uno strumento di sussidiarietà per rispondere in modo rapido e capillare alle esigenze dei territori e delle comunità locali.
Le forze d’opposizione chiedono lo stralcio immediato di queste risorse, bollate come finanziamenti a pioggia e mance elettorali. Per piegare le resistenze di Palazzo d’Orleans, i gruppi di minoranza hanno notificato l’intenzione di richiedere lo scrutinio segreto su ciascuno degli articoli rimanenti, una mossa tattica studiata per esporre la maggioranza al rischio dei franchi tiratori e bloccare l’iter legislativo.
I capigruppo della maggioranza difendono la legittimità della norma, sottolineando come fra gli articoli al voto vi siano molti interventi territoriali proposti dagli stessi parlamentari dell’opposizione. La tensione resta tuttavia altissima. All’interno della maggioranza si valutano possibili correttivi dell’ultimo minuto, tra cui la riduzione ulteriore del numero di articoli da votare o la trasformazione del fondo in un maxiemendamento con capitoli di spesa predeterminati, così da mettere in sicurezza le misure di massima urgenza per l’agricoltura, le imprese e le famiglie siciliane.
I lavori parlamentari riprendono dunque oggi in un clima di incertezza, con le forze politiche orientate a contarsi prima dell’inizio ufficiale delle sedute di voto. La strategia dei gruppi di maggioranza punta a preservare lo zoccolo duro della variazione di bilancio, garantendo la copertura finanziaria alle norme ritenute davvero prioritarie e indifferibili.
Allo stesso tempo, si cerca di scongiurare il pericolo che la trappola del voto segreto possa sgretolare la tenuta della coalizione, provocando un effetto domino di difficile gestione. La partita politica si gioca quindi sul filo dei voti mentre il tempo a disposizione per chiudere la sessione finanziaria a Palazzo dei Normanni stringe inesorabilmente.
Il presidente della Regione Renato Schifani e l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino osservano con attenzione l’evoluzione del dibattito, consapevoli che il giudizio finale su questa complessa sessione finanziaria dipenderà dalla capacità di sintesi politica e dal rigore mantenuto nelle prossime ore a Sala d’Ercole.