La manovra finanziaria in discussione all’Assemblea Regionale Siciliana ha segnato una vittoria politica nitida e significativa per il governo guidato da Renato Schifani. Nel corso di una giornata di lavori parlamentari intensa e prolungata, la coalizione di centrodestra ha dato prova di una ritrovata coesione, respingendo sistematicamente gli assalti delle forze di minoranza. Sotto la guida del presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, i deputati di maggioranza sono riusciti a sterilizzare la trappola dello scrutinio segreto per ben otto volte consecutive, consentendo il via libera ai primi fondamentali articoli della variazione di bilancio ed evidenziando un senso di responsabilità verso le esigenze immediate della Sicilia.
I lavori in Assemblea hanno preso avvio dopo un confronto mattutino tra il governatore e il presidente dell’Ars, seguito da un vertice dei deputati di centrodestra in cui si è stabilito di procedere compatti contro l’ostruzionismo della sinistra. Le norme approvate dimostrano una chiara attenzione al tessuto economico e sociale dell’isola, concentrando le risorse finanziarie su settori strategici. Fra i provvedimenti più rilevanti spicca lo stanziamento di 9 milioni di euro destinati ad abbattere gli interessi sui mutui per l’acquisto della prima casa a favore dei giovani siciliani di età inferiore ai quarant’anni con isee al di sotto di 35 mila euro.
Il pacchetto economico a sostegno del sistema produttivo ha trovato ampio consenso. La maggioranza ha infatti approvato il rifinanziamento da 10 milioni di euro per lo scorrimento delle graduatorie relative all’abbattimento dei tassi sui mutui delle piccole e medie imprese. Analogamente, la disponibilità di ulteriori 9 milioni di euro consentirà di sostenere l’accesso al credito al consumo per l’acquisto di beni primari, allargando la platea dei beneficiari grazie all’innalzamento della soglia Isee a 35 mila euro. Non meno rilevante si è rivelato il via libera ai contributi agevolati per i settori del commercio, 6 milioni di euro, e dell’agricoltura, con la copertura finanziaria per i bilanci dei consorzi di bonifica delle province di Agrigento, 4,4 milioni, Enna, 1,2 milioni, e Palermo 2,1 milioni di euro.
Di contro, l’opposizione guidata dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle ha preferito adottare una linea di ostruzionismo totale, trasformando il dibattito d’aula in una prolungata serie di interventi critici e rilievi strumentali volti a minare la solidità politica dell’esecutivo e determinare il blocco dei lavori e la conseguente ripercussione su aziende e cittadinanza. Il deputato Ismaele La Vardera, esponente del movimento Controcorrente sempre a caccia del sensazionalismo populista, ha perfino evocato ipotetici ricorsi alla magistratura nel tentativo di assicurarsi qualche pollice in alto nella sua quotidiana fiction social.
La compattezza dimostrata dalla coalizione di governo ha scongiurato il rischio di stallo, confermando la determinazione dell’amministrazione regionale nel voler portare a compimento l’iter d’approvazione in tempi rapidi, a tutela della stabilità istituzionale e dello sviluppo del territorio siciliano.