RENDICONTO 2025: LA SVOLTA NEI BILANCI DELLA SICILIA

di Redazione

Il Rendiconto 2025 approvato giovedì sera nel corso di una giunta straordinaria segna una tappa di svolta strategica nei quadri di contabilità pubblica della Regione Siciliana. La deliberazione con cui l’esecutivo presieduto da Renato Schifani ha licenziato il documento consuntivo attesta un avanzo di amministrazione salito a quota 7,36 miliardi di euro, fotografando un marcato mutamento nella traiettoria dei conti regionali.

Il confronto intertemporale evidenzia una profonda ristrutturazione della posizione patrimoniale della Regione: se nel 2018 l’ente contabile cumulava un passivo di -7,3 miliardi di euro ereditato dal Governo Crocetta, il percorso di risanamento del disavanzo avviato durante il Governo Musumeci trova oggi piena compimento. L’esercizio appena chiuso formalizza infatti il consolidamento dell’attivo con un saldo espansivo di oltre 5,2 miliardi rispetto ai 2,15 miliardi registrati nel consuntivo del 2024.

A determinare la dilatazione dell’avanzo contabile convergono molteplici elementi economico-finanziari. Da un lato, la tendenza positiva del gettito fiscale locale, alimentato dal dinamismo del tessuto produttivo e della crescita economica dell’Isola; dall’altro, una rigorosa razionalizzazione della spesa corrente. Inoltre, circa 1,8 miliardi di euro sono riconducibili al nuovo criterio contabile di computo del Fondo anticipazioni di liquidità, introdotto tramite apposita disciplina approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana su impulso dell’amministrazione.

Il governatore Renato Schifani ha sottolineato la portata strategica del risultato, inquadrando il passaggio dall’indebitamento strutturale all’attivo di bilancio come l’esito di un approccio metodico indirizzato alla coesione sociale e al sostegno del sistema d’impresa. Dal canto suo, l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino, ha evidenziato come la ritrovata stabilità non sia una semplice operazione contabile, bensì lo strumento per finanziare manovre espansive, incluse le coperture della Super Zes.

L’avvenuta formalizzazione del documento finanziario produce effetti operativi immediati sul capitale umano dell’amministrazione regionale, sbloccando assunzioni e carriere interne all’ente. Sul fronte dei nuovi ingressi, il piano prevede l’immissione immediata di 138 risorse, distribuite tra 94 agenti del Corpo Forestale, 22 ispettori del lavoro e 10 archeologi. A queste si aggiungono le tutele sociali specifiche che consentono l’assunzione di 12 figli di vittime di femminicidio, in conformità con la normativa regionale di settore.

Parallelamente, la manovra sblocca la riqualificazione professionale interna attraverso l’applicazione delle progressioni verticali per 834 dipendenti regionali già risultati idonei. In questo contesto, 296 assistenti acquisiranno la qualifica superiore di funzionario, mentre 536 coadiutori otterranno il passaggio al profilo di assistente.

Tale intervento sul personale si inserisce in un programma di rigenerazione organica più ampio che ha già permesso di concretizzare circa 1.300 assunzioni a partire dal 2023, grazie agli accordi di cooperazione istituzionale sottoscritti tra la Regione e lo Stato. La traiettoria programmatico-finanziaria tracciata dall’esecutivo prevede inoltre ulteriori 3.000 immissioni in servizio da completare entro l’orizzonte temporale del 2028, i cui dettagli operativi e le eventuali misure espansive di stimolo economico saranno formalizzati in occasione della prossima legge di stabilità.