Il recente passaggio dell’ex sindaco di Marsala, Massimo Grillo, e del suo gruppo politico in Forza Italia apre un’importante riflessione sulla coerenza, le regole della militanza e la gestione delle dinamiche interne alle coalizioni.
Nelle ultime amministrative marsalesi, la scelta del centrodestra di non riconfermare la candidatura di Grillo aveva generato una spaccatura. Nonostante l’invito a fare un passo di lato, il sindaco uscente aveva deciso di correre autonomamente contro lo schieramento di appartenenza. Una decisione politica di notevole gravità, pur dettata parzialmente da una forte contrapposizione interna, che ha finito per frammentare il campo del centrodestra. Il risultato è stato inevitabile: sfruttando la dispersione del voto e la divisione degli avversari, la coalizione di centrosinistra guidata da Andreana Patti si è aggiudicata la guida della città.
Oggi, a fronte di quell’esito, l’ex sindaco chiede e ottiene la tessera di Forza Italia. Il tutto avviene però senza un passaggio chiave: l’ammissione esplicita dell’errore commesso nel rompere l’unità della coalizione.
Se da un lato recuperare figure ed esperienze sul territorio rappresenta una scelta comprensibile per rafforzare la presenza del partito e della coalizione, dall’altro la mancanza di una sincera autocritica trasmette un messaggio rischioso all’intero quadro politico: chiunque non condivida la linea maggioritaria può strappare, correre da solo e condannare la propria parte alla sconfitta, sapendo che le porte per il rientro restano comunque spalancate e prive di conseguenze.
È un principio che riguarda trasversalmente tutti gli schieramenti. I partiti e le coalizioni non dovrebbero comportarsi da «reti sfondate». Il rientro del figliol prodigo può essere utile e persino auspicabile, ma solo a patto che gli venga ricordato l’errore, evitando di garantire un metodo premiante per il futuro ad un comportamento passato dannoso per un’intero schieramento.
Il rientro senza ammissione dell’errore non è mai rinnovamento, rischia anzi a volte di essere soltanto cattivo esempio.
P.S. Massimo Grillo non ce ne voglia. Lo abbiamo usato soltanto ad esempio di numerosi casi simili che non riteniamo aiutino a superare il caos che troppo spesso vivono le coalizioni soprattutto a livello locale nella nostra regione.