Gianluca Rocchi non risponde al PM. Tommasi nuovo designatore

di Redazione

Il calcio italiano vive ore di altissima tensione. L’inchiesta della Procura di Milano che ha travolto i vertici dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA) segna un nuovo punto di rottura: Gianluca Rocchi, il designatore che si è autosospeso dall’incarico lo scorso 25 aprile, ha deciso di non presentarsi all’interrogatorio fissato per giovedì 30 aprile.

Gianluca Rocchi sceglie il silenzio (per ora)

L’avvocato Antonio D’Avirro, legale dell’ex fischietto fiorentino, ha confermato che Rocchi eviterà il confronto diretto con il PM Maurizio Ascione in questa fase. La difesa intende studiare con maggiore attenzione il fascicolo dell’inchiesta prima di rispondere alle pesanti accuse di concorso in frode sportiva. Secondo l’entourage, citato dai principali quotidiani sportivi come la Gazzetta dello Sport, la priorità è fare chiarezza su un’indagine che Rocchi stesso avrebbe definito “vissuta in un clima di terrore”.

L’era Tommasi: un traghettatore per la Serie A

Per evitare il blocco totale del campionato in un finale di stagione caldissimo, l’AIA ha ufficializzato la nomina di Dino Tommasi come designatore ad interim per le serie A e B.

Chi è: 50 anni, nativo di Bassano del Grappa, Tommasi avrà il compito delicatissimo di garantire la “continuità tecnica”.

La missione: Gestire le designazioni delle ultime giornate, cercando di isolare la squadra arbitrale dalle pressioni mediatiche e giudiziarie.

I punti oscuri: l’Inter e il vertice di San Siro

Nonostante le accuse parlino di designazioni di arbitri “graditi” all’Inter, la Procura di Milano è stata categorica: al momento nessun dirigente nerazzurro o di altri club è indagato. Il focus degli inquirenti resta concentrato sul mondo arbitrale, con altri quattro nomi iscritti nel registro degli indagati: Andrea Gervasoni, Luigi Nasca, Daniele Paterna e Di Vuolo.

Al centro del mistero rimane l’incontro avvenuto a San Siro il 2 aprile 2025, dove – secondo l’accusa – si sarebbero consumati colloqui sospetti sulla gestione dei direttori di gara.

Cosa rischia il sistema?

Mentre la giustizia ordinaria procede, quella sportiva guidata da Giuseppe Chinè osserva con attenzione. Il rischio non è solo legato alle squalifiche individuali, ma alla credibilità dell’intero sistema, con l’ombra di un possibile commissariamento dell’AIA che si fa sempre più concreta.