Giro 26, oggi 9ª tappa da Cervia a Corno alle Scale di 184 km. Maglia rosa in bilico
Ciclismo17 Maggio 2026 - 10:20
Il Giro d’Italia numero 109 si appresta a chiudere la sua prima settimana con una di quelle frazioni destinate a lasciare un segno profondo sulla classifica generale. Archiviata la spumeggiante parentesi di Fermo che ha consacrato le qualità tecniche di Jhonatan Narvaez, la carovana rosa si sposta sulla costa adriatica per dare il via alla Cervia-Corno alle Scale di 184 chilometri.
Caccia alla Rosa sul Corno alle Scale
Sarà il secondo vero verdetto in quota, dopo il Blockhaus, prima del meritato giorno di riposo.
La prima metà di gara si preannuncia come una lunga passerella. Si parte dal livello del mare, respirando l’aria salmastra dell’ Adriatico per attraversare la pianura emiliana lungo cento chilometri completamente piatti.
Battaglia per la fuga
È il terreno ideale per i cacciatori di avventure, dove si scatenerà la consueta bagarre per formare la fuga della prima ora. Il gruppo dei big, con ogni probabilità, lascerà fare, gestendo il distacco in vista delle fatiche che attendono i corridori nella seconda parte del tracciato.
Superato il traguardo volante di Marzabotto, la strada comincia infatti a cambiare volto e a salire verso l’Appennino bolognese.
Comincia la salita
Il primo assaggio di salita vera si avrà al chilometro 167 con il GPM di Querciola: cinque chilometri al 4% di pendenza media che potrebbero già scremare il plotone e immettere acido lattico nelle gambe dei velocisti rimasti indietro. Ma la vera portata principale della giornata comincerà subito dopo una breve e tecnica discesa.
Da Lizzano in Belvedere si sale verso il Corno alle Scale, un traguardo storico che torna al Giro a ventidue anni di distanza dal memorabile successo di Gilberto Simoni nel 2004. Sono poco meno di undici chilometri al 6% di pendenza media ma i numeri ingannano. La salita ha due volti, regolare e pedalabile nella prima parte, feroce e spietata negli ultimi tremila metri. Qui le pendenze non scenderanno mai sotto il 10%, regalando picchi del 15% che costringeranno i corridori a procedere quasi sui pedali prima del leggero spianamento finale.
Il grande interrogativo che aleggia sul traguardo è legato alle strategie delle squadre dei big. La Visma-Lease a Bike si trova davanti a un bivio: lasciare spazio a una fuga da lontano o prendere in mano le redini della corsa per lanciare Jonas Vingegaard? Il fuoriclasse danese, apparso in forma smagliante dopo il successo nella settima tappa, ha un obiettivo chiaro: erodere il tesoretto di oltre tre minuti che ancora separa il sorprendente portoghese Afonso Eulalio dalla vetta della classifica. Se gli uomini in maglia Visma Lease a Bike dovessero decidere di alzare il ritmo fin dalle prime rampe, la Maglia Rosa potrebbe vivere una giornata di pura sofferenza sportiva.
I rivali, tuttavia, non staranno a guardare. Jai Hindley e l’austriaco Felix Gall cercano terreno fertile. Ma c’è grande attesa per i colori azzurri. Giulio Pellizzari, reduce dal pesante errore tattico sul Blockhaus cerca il riscatto della maturità sulle rampe appenniniche. Insieme a lui, Giulio Ciccone rappresenta la carta più calda per un successo di tappa che infiammò l’Italia. Se invece i big dovessero marcarsi stretto, l’esperienza di Damiano Caruso o l’imprevedibilità di scalatori fuori classifica come Thymen Arensman ed Einer Rubio potrebbero rivelarsi le chiavi vincenti per un blitz da lontano.