Giro26, arriva la fuga e c’è la vittoria di Valgren, Leknessund ancora secondo precede un superlativo Damiano Caruso

di Valentino Sucato

Sul traguardo di Andalo è andata in scena una delle tappe più spettacolari e movimentate di questo Giro d’Italia. A trionfare è stato Michael Valgren, autore di un’azione intelligente e potente nell’ultimo chilometro, capace di sorprendere tutti i compagni di fuga e conquistare così una vittoria di grande prestigio. Alle sue spalle hanno chiuso Andreas Leknessund per la terza volta secondo in questo Giro, e Damiano Caruso, protagonisti assoluti di una giornata durissima e ricca di continui ribaltamenti.

La corsa

La tappa era partita a velocità altissima fin dai primi chilometri. Numerosi tentativi di fuga avevano animato l’avvio di corsa, con il gruppo maglia rosa deciso inizialmente a non concedere spazio. Dopo una lunga fase di scatti e controscatti, si è formata una maxi fuga di ventinove corridori comprendente uomini di classifica e corridori molto pericolosi: dentro c’erano, tra gli altri, Caruso, Leknessund, Aleksandr Vlasov, Einer Rubio, Jhonatan Narváez, Gianmarco Garofoli e Giulio Ciccone.

Tra i più attivi della prima parte di gara si è distinto Rémi Cavagna. Il francese ha attaccato da lontano, restando in testa da solo per diversi chilometri sotto la pioggia, arrivando ad accumulare oltre due minuti sugli inseguitori e quasi sette sul gruppo principale. La sua azione ha costretto molte squadre a organizzare l’inseguimento, soprattutto per il timore legato alla presenza di Caruso nella fuga, virtualmente rientrato nelle prime posizioni della generale.

La corsa ha cambiato volto sulle salite verso Andalo. Sul Passo dei Tre Termini e poi sulla Cocca di Lodrino il gruppo dei battistrada ha iniziato a sgretolarsi sotto l’effetto degli attacchi continui. Prima si sono mossi Caruso e Garofoli, poi è stata la volta di Arrieta e Vlasov. Nel tratto che precedeva l’ultima salita verso Andalo-Lever si è formato un drappello di altissimo livello con Caruso, Valgren, Leknessund, Rubio, Arrieta e Vlasov, mentre dietro uomini come Narváez, Ciccone e Donovan inseguivano senza grande collaborazione.

L’ascesa finale

L’ascesa finale è stata un autentico festival di scatti. Caruso ha provato ripetutamente a fare la differenza, dimostrando una brillantezza eccezionale. Rubio ha attaccato più volte con la sua consueta agilità in salita, mentre Arrieta si è reso protagonista di una rimonta spettacolare tornando sui battistrada dopo essere stato staccato. Vlasov, con una poderosa accelerazione a due chilometri dal traguardo, ha ricucito il distacco riportando davanti anche Caruso e Leknessund.

Quando tutto sembrava preparare una volata ristretta, il gruppo di testa ha avuto un momento di esitazione. Ed è stato proprio lì che Valgren ha trovato il colpo vincente. Sotto il triangolo rosso dell’ultimo chilometro il danese della EF Education–EasyPost ha piazzato un’accelerazione secca e violentissima. Gli altri si sono guardati per qualche secondo di troppo e quel minimo indugio è bastato. Leknessund ha provato a reagire nel finale, ma Valgren aveva ormai preso margine sufficiente per alzare le braccia al cielo ad Andalo.

Per il danese si tratta di una vittoria dal peso enorme, arrivata al termine di una tappa corsa sempre all’attacco e interpretata con grande lucidità tattica. Leknessund ha confermato il suo eccellente stato di forma con il terzo secondo posto in questo Giro, mentre Damiano Caruso ha raccolto un podio importantissimo che lo rilancia definitivamente anche in classifica generale.

Ottima anche la prova di Garofoli, settimo nella generale dopo essere stato tra i più combattivi per tutta la tappa.

Da segnalare inoltre la prestazione di Narváez, nono al traguardo e capace di conquistare punti preziosi per la maglia ciclamino grazie anche allo sprint intermedio di Roncone. L’ecuadoriano continua così la sua lotta serrata nella classifica a punti.

Quella di Andalo resterà una delle frazioni più intense di questa edizione del Giro: una giornata di pioggia, fughe da lontano, attacchi continui e colpi di scena, conclusa con l’esperienza e il tempismo perfetto di Michael Valgren.

Ordine d’arrivo

1 VALGREN Michael EF Education – EasyPost 4:41:33

2 LEKNESSUND Andreas Uno-X Mobility 0:03

3 CARUSO Damiano Bahrain – Victorious 0:06

4 VLASOV Aleksandr Red Bull – BORA – hansgrohe 0:06

5 RUBIO Einer Movistar Team 0:06

6 ARRIETA Igor UAE Team Emirates – XRG 0:14

7 GAROFOLI Gianmarco Soudal Quick-Step 0:52

8 DE LA CRUZ David Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team 1:08

9 NARVÁEZ Jhonatan UAE Team Emirates – XRG 1:44

10 DONOVAN Mark Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team 1:44

Classifica generale

1 – VINGEGAARD Jonas TVL 66:57:14 –

2 – GALL Felix DCT 4:03 –

3 – ARENSMAN Thymen NCI 4:27 –

4 – HINDLEY Jai RBH 5:00 –

5 – EULÁLIO Afonso TBV 5:40 –

6 – GEE-WEST Derek LTK 7:09 –

7 – STORER Michael TUD 7:14 –

8 – PIGANZOLI Davide TVL 7:57 –

9- CARUSO Damiano TBV 8:34

10  O’CONNOR Ben JAY 9:20 –