MIGRANTI, IL CONSIGLIO D’EUROPA D’ACCORDO CON LA MELONI

di Redazione

Non importa se di destra o di sinistra. Riuniti venerdì 15 maggio a Chisinau in Moldavia, i rappresentanti dei 46 paesi del Consiglio d’Europa, hanno sottoscritto all’unanimità una dichiarazione nella quale riconoscono sui migranti la legittimità di soluzioni come gli hub di rimpatrio in Paesi terzi per la gestione dei flussi migratori.

Il modello approvato è quello adottato dall’Italia in Albania, pesantemente osteggiato dalla sinistra italiana, ma evidentemente ormai condiviso anche dai governi di sinistra in Europa.

Il Consiglio d’Europa è la principale organizzazione tra Stati di difesa dei diritti umani in Europa. Comprende 46 Paesi tra i quali tutti i 27 dell’Unione Europea.

Fino a due anni fa il Consiglio d’Europa criticava l’approccio italiano sulla questione migranti, ma evidentemente l’italia è riuscita in questi due anni a convincere tutti della necessità di un approccio innovativo che consenta soluzioni effettive di rimpatrio per i migranti irregolari e per coloro che si macchiano di reati.

Giorgia Meloni, che ottiene anche un personale e positivo risultato d’immagine, ha rilasciato una dichiarazione che non nasconde la soddisfazione.

“La Dichiarazione di Chisinau – dice la Meloni -, adottata dai 46 Stati membri del Consiglio d’Europa, riconosce la legittimità per le Nazioni di soluzioni innovative nella gestione dei flussi migratori, come gli hub di rimpatrio in Paesi terzi, sul modello avviato dall’Italia in Albania. È un risultato importante, frutto di un percorso che l’Italia ha contribuito ad aprire con coraggio e determinazione insieme al Primo Ministro danese Frederiksen. Quello che solo un anno fa faceva discutere, oggi è diventato un principio condiviso tra i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa e dimostra, ancora una volta, che l’approccio italiano ad una gestione ordinata dei flussi migratori, portato avanti con serietà e coerenza dal nostro Governo, è ormai diventato anche l’approccio dell’Europa”.

Interessante leggere alcune frasi della dichiarazione finale: “Gli Stati hanno l’indiscutibile diritto sovrano di decidere e controllare l’ingresso e la permanenza dei cittadini stranieri nel loro territorio“, “possono stabilire le proprie politiche migratorie, che possono includere la cooperazione con Paesi terzi, a condizione che continuino ad adempiere ai propri obblighi derivanti dalla Convenzione” europea sui diritti umani, ed “è importante che gli Staticompresi quelli esposti a flussi migratori di massapossano adottare nuovi approcci per affrontare e potenzialmente scoraggiare la migrazione irregolare”, tra cui “l’elaborazione delle richieste di protezione internazionale in un Paese terzo, i ‘centri di rimpatrio’ in Paesi terzi e la cooperazione con i Paesi di transito”. Inoltre, “è importante garantire procedure eque ed efficienti per il rimpatrio delle persone che non necessitano di protezione internazionale” ed “è necessario intensificare la cooperazione operativa per prevenire la migrazione irregolare e promuovere i rimpatri“.

Dopo questa dichiarazione unanime si spera che in Italia l’opposizione abbandoni ogni estremismo falsamente buonista che aggrava la situazione migratoria e si unisca nella valorizzazione delle soluzioni basate sugli hub di rimpatrio.

Anche in considerazione dell’altro successo riportato dal Governo Meloni sulle politiche migratorie, ossia il calo verticale del numero di migranti arrivati sulle coste italiane.

Nel 2025 i migranti arrivati sulle coste italiane dal primo gennaio al 15 maggio furono 19.430. Nello stesso periodo nel 2026 ne sono arrivati 9.110. Il 55% in meno.

Risultato dovuto agli accordi con i paesi di imbarco e di transito dei migranti, ma probabilmente anche al messaggio inviato dall’istituzione dell’hub di transito in Albania.