A UN PASSO DALLA CRISI E NON SE NE RENDONO CONTO

di Redazione

Mancano solo due giorni di campagna elettorale e i rappresentanti della Lega e della Democrazia Cristiana non hanno ancora prenotato la piazza per il comizio ad Agrigento per chiedere il voto dei cittadini a favore di Dino Alonge. Anzi, hanno addirittura fatto capire di non essere disponibili a schierarsi. E la crisi del centrodestra è ormai a un passo.

Alonge è il candidato di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Mpa e Udc. Al primo turno è arrivato secondo dopo Michele Sodano candidato di ismaele La Vardera. Terzo è arrivato il candidato di Lega e Democrazia Cristiana, Luigi Gentile i cui voti sarebbero quasi certamente bastati a cambiare le sorti elettorali.

Per fare saltare la vittoria di Sodano sembra ormai troppo tardi. Speriamo di sbagliarci, ma temiamo di essere nel giusto. Ormai Sodano rappresenta il cambiamento e i cittadini lo faranno vincere e forse stravincere ritenendo di impartire una lezione alla politica tradizionale, non rendendosi conto che la lezione la stanno impartendo a se stessi.

L’errore del centrodestra è stato quello di non comprendere che la sconfitta, in caso di divisione, era praticamente certa. Il nostro giornale lo ha scritto per tempo e numerose volte, ma evidentemente tutti hanno sottovalutato la tempesta perfetta che si stava determinando.

La Vardera no. Lui non l’aveva sottovalutata e aveva compreso che le difficoltà del centrodestra avevano aperto un enorme varco. Da esperto di comunicazione e avendo dietro una macchina di marketing straordinaria e lo stesso sostegno che ebbe Rosario Crocetta ai suoi tempi, ha capito che era possibile vincere. E ha praticamente già ottenuto il risultato.

La vittoria di Sodano comporterà l’inevitabile egemonia di La Vardera sulla sinistra. Tutti quelli che finora hanno pensato di gestirlo e stanno litigando sul futuro candidato Presidente non potranno più dirgli di no. E se lo faranno La Vardera si candidarà ugualmente e li farà perdere. E non cederà neanche in cambio di un ipotetico ministero.

Ma vi è un altro effetto che si produrrà ad Agrigento e non occorrerà attendere il risultato. Se Lega e Democrazia Cristiana non si schiereranno di presenza entro venerdì a favore di Dino Alonge, in caso di vittoria di Sodano, il governo Schifani a nostro avviso non ha scampo e terminerà la sua esperienza trascinandosi al massimo per qualche settimana o per qualche mese. La coalizione subirà un contraccolpo tale da mettere a rischio persino lo stesso risultato delle elezioni regionali.

In caso contrario e con una esplicita dimostrazione di unità, quasi certamente si perderà lo stesso, ma la coalizione sarà in piedi e esterà unita e pronta per le successive battaglie.

Sappiamo che queste previsioni non vengono ritenute credibili da un centrodestra politicista e da una sinistra litigiosa e altezzosa allo stesso tempo. Ma la lezione del primo turno nella città dei Templi con l’incredibile distacco dei candidati dalle proprie liste, avrebbe dovuto fare capire molte cose ai politici di casa nostra.

I vertici del Movimento per l’Autonomia hanno già avvertito gli alleati che l’esito di questa sfida rappresenta un test di tenuta inequivocabile per il governo Schifani.

Se il centrodestra non si riunisce per intero ad Agrigento entro venerdì dando un segnale di unità, le conseguenze saranno immediate e pesantissime. Si rischia la caduta del governo Schifani, le elezioni anticipate e di consegnare l’intera Sicilia a Ismaele La Vardera, e con lui alla demagogia e al populismo. Un nuovo Crocetta peggiore del primo, non capace sul piano programmatico, ma capacissimo sul piano comunicativo. Uno scenario che rappresenterebbe una tragedia per la Sicilia e per i siciliani al di sopra di ogni pur pessimistica previsione, trasformando una competizione municipale nel catalizzatore di una crisi politica strutturale per l’isola.