NEL MIRINO L’EX COMMISSARIO DELL’ISTITUTO ZOOPROFILATTICO

di Redazione

L’ex commissario dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sicilia, Salvatore Seminara è finito sotto indagine. Il provvedimento, firmato dal giudice per le indagini preliminari Ivana Vassallo su richiesta dei pubblici ministeri Calogero Ferrara e Amelia Luise, è stato eseguito dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, guidati dal colonnello Carlo Pappalardo.

Le accuse ipotizzate dagli inquirenti della Procura Europea vanno dalla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche all’indebita percezione di contributi a danno dello Stato e dell’Unione Europea, fino al reato di falso.

I fari dei magistrati sono puntati sulla gestione dei finanziamenti destinati a Stor Remesa, la Rete Mediterranea per la Salute Animale, un ufficio tecnico-scientifico internazionale che opera proprio all’interno della struttura palermitana.

Secondo l’ipotesi accusatoria, i fondi concessi a questo organismo per progetti di prevenzione e controllo delle malattie animali sarebbero stati gestiti in modo privatistico dagli indagati per gonfiare stipendi e assegnare consulenze superflue. Parliamo di risorse per l’ente siciliano, che opera come struttura sanitaria di diritto pubblico, sotto la diretta vigilanza del Ministero della Salute, con la responsabilità strategica di vigilare e controllare la sanità animale, la sicurezza degli alimenti di origine animale e la profilassi di specifiche patologie.

I tre soggetti destinatari del decreto di sequestro sono figure apicali dell’ente e dell’organismo collegato: l’ex commissario straordinario Salvatore Seminara, di 77 anni, e i due vicepresidenti della Stor Remesa, ovvero la sessantatreenne Maria Daniela Costantino e il trentanovenne Gioacchino Basile. Secondo gli inquirenti, tra il 2022 e il 2025 i tre avrebbero sfruttato i propri ruoli per intercettare risorse pubbliche attraverso artifizi e raggiri, modificando lo statuto del laboratorio per ottenere un’autonomia economica e gestionale che di fatto duplicava funzioni pubbliche già esistenti. I soldi, erogati dalla Regione siciliana e dall’Organizzazione mondiale per la salute animale, dovevano servire a ben altri scopi istituzionali.

Insieme alle indagini è stato anche disposto un decreto di sequestro preventivo per equivalente di 179 mila euro.

Gli investigatori hanno ricostruito che l’ex commissario Seminara, grazie a una sovrapposizione di incarichi, inviava false attestazioni al Dasoe, il dipartimento dell’assessorato regionale alla Salute, ottenendo l’accredito delle somme su un conto corrente intestato a un comitato privato anziché su quello dell’ente pubblico. In questo modo il gruppo ha potuto gestire in modo discrezionale oltre due milioni di euro potenziali, di cui circa 795 mila già erogati a metà del 2024.

Le verifiche della Guardia di Finanza hanno dimostrato che il denaro veniva poi redistribuito per aumentare i compensi interni dei dirigenti e per distribuire consulenze esterne per attività che prima venivano svolte in house, cioè dal personale interno senza costi aggiuntivi per la collettività. Tra le spese contestate compaiono anche la mancata realizzazione di corsi di formazione, i costi alterati per un congresso a Palermo e la creazione di un sito internet.

L’intera indagine ha preso il via da una segnalazione dettagliata riguardante una presunta rete di favoritismi e assunzioni clientelari che coinvolgerebbe parenti di burocrati e politici regionali. Nelle carte del giudice vengono menzionati, pur non essendo indagati, l’attuale assessore regionale alla Sanità Marcello Caruso, cognato di Maria Daniela Costantino, la deputata all’Ars Marianna Caronia e il dirigente regionale Pietro Schembri, il cui ufficio aveva proprio il compito di vigilare sulle attività dell’istituto. Secondo quanto ricostruito, la parlamentare avrebbe spinto per l’inserimento di Basile nello Stor Remesa, mentre tra i soggetti contrattualizzati dalla struttura compare anche suo marito, Pietro Crimi.

La figura di Salvatore Seminara emerge come quella di un amministratore capace di attraversare indenne stagioni politiche diverse. Biologo e dirigente in pensione, era stato nominato commissario dell’ente nel 2015 sotto la presidenza di Rosario Crocetta, rimanendo saldamente al comando anche con i successivi governi.

Un potere lungo nove anni, interrotto da Schifani nell’estate del 2024 con la nomina di Francesca Di Gaudio alla direzione generale dell’ente, dopo una scia di polemiche e i rilievi sollevati da sindacati, dalla commissione regionale Antimafia e dalla Corte dei conti. Le accuse contestavano a Seminara di aver operato assunzioni, concorsi e modifiche della pianta organica pur trovandosi in un regime di commissariamento straordinario che lo avrebbe dovuto vincolare soltanto alla gestione ordinaria e urgente.