Nel panorama della politica italiana si sta facendo largo, anche se probabilmente solo sul piano mediatico, il fenomeno Vannacci o, per meglio dire, la destra come la vorrebbe la sinistra: rozza, ignorante, volgare, senza senso compiuto.
Uno degli esempi dello sciocchezzaio dell’on. Vannacci è appunto quello della remigrazione. Nessuno sa esattamente cosa vuol dire, ma l’effetto sulla parte razzista e stupida della società è straordinario e fa pensare allo slogan storicamente più suicida delle civiltà occidentali, ossia “mandiamoli tutti a casa”.
Ovviamente sarà poi Vannacci con le sue truppe a raccogliere pomodori e a fare da badante ai nostri anziani.
Il nodo non è quello di mandare a casa tutti gli stranieri, cosa che ovviamente ci lascerebbe in mutande. Il nodo è mandare via tutti coloro che non hanno alcun diritto a stare nel nostro Paese, nonché tutti quelli che delinquono, e fare entrare solo chi ne ha diritto e rispetta le regole stabilite dalla legge per l’ingresso.
Lo ha capito molto bene il Governo Meloni, che infatti con Vannacci non vuole avere niente a che fare. Il governo di centrodestra ha aperto i centri per il rimpatrio in Albania e, con una politica rigorosa, è riuscita a dimezzare gli arrivi e a moltiplicare i rimpatri dei clandestini che delinquono, ma si tiene lontanissimo dalle posizioni estremiste.
La verità è molto semplice: l’Italia come tutto l’Occidente ha bisogno di migranti, a causa della denatalità e per determinati tipi di lavori. E soprattutto per garantire equilibrio al sistema pensionistico. Le politiche, pur indispensabili, a favore della natalità, ovviamente non possono bastare.
Ma i migranti che servono vanno scelti con cura sulla base delle richieste pervenute e di valutazioni approfondite e chiunque arriva clandestinamente va rimandato nel proprio Paese. Deve essere chiarissimo che i clandestini verranno prima trattenuti in centri chiusi fino a trenta mesi e poi rimpatriati (come previsto dalla decisione delle istituzioni europee su proposta del governo italiano).
Le proposte buoniste, incomprensibili e controproducenti della sinistra che giustificano a volte persino i reati con la differenza culturale, fanno il paio con le proposte di Vannacci. Entrambe aggravano il problema e creano tensione nel Paese.
Opposti estremismi ai quali, bisogna prenderne atto, si contrappone la posizione equilibrata, rigorosa e produttiva di risultati del Governo Meloni.