VANNACCI E LE SCIOCCHEZZE SULLA REMIGRAZIONE

di Rino Piscitello

Nel panorama della politica italiana si sta facendo largo, anche se probabilmente solo sul piano mediatico, il fenomeno Vannacci o, per meglio dire, la destra come la vorrebbe la sinistra: rozza, ignorante, volgare, senza senso compiuto.

Uno degli esempi dello sciocchezzaio dell’on. Vannacci è appunto quello della remigrazione. Nessuno sa esattamente cosa vuol dire, ma l’effetto sulla parte razzista e stupida della società è straordinario e fa pensare allo slogan storicamente più suicida delle civiltà occidentali, ossia “mandiamoli tutti a casa”.

Ovviamente sarà poi Vannacci con le sue truppe a raccogliere pomodori e a fare da badante ai nostri anziani.

Il nodo non è quello di mandare a casa tutti gli stranieri, cosa che ovviamente ci lascerebbe in mutande. Il nodo è mandare via tutti coloro che non hanno alcun diritto a stare nel nostro Paese, nonché tutti quelli che delinquono, e fare entrare solo chi ne ha diritto e rispetta le regole stabilite dalla legge per l’ingresso.

Lo ha capito molto bene il Governo Meloni, che infatti con Vannacci non vuole avere niente a che fare. Il governo di centrodestra ha aperto i centri per il rimpatrio in Albania e, con una politica rigorosa, è riuscita a dimezzare gli arrivi e a moltiplicare i rimpatri dei clandestini che delinquono, ma si tiene lontanissimo dalle posizioni estremiste.

La verità è molto semplice: l’Italia come tutto l’Occidente ha bisogno di migranti, a causa della denatalità e per determinati tipi di lavori. E soprattutto per garantire equilibrio al sistema pensionistico. Le politiche, pur indispensabili, a favore della natalità, ovviamente non possono bastare.

Ma i migranti che servono vanno scelti con cura sulla base delle richieste pervenute e di valutazioni approfondite e chiunque arriva clandestinamente va rimandato nel proprio Paese. Deve essere chiarissimo che i clandestini verranno prima trattenuti in centri chiusi fino a trenta mesi e poi rimpatriati (come previsto dalla decisione delle istituzioni europee su proposta del governo italiano).

Le proposte buoniste, incomprensibili e controproducenti della sinistra che giustificano a volte persino i reati con la differenza culturale, fanno il paio con le proposte di Vannacci. Entrambe aggravano il problema e creano tensione nel Paese.

Opposti estremismi ai quali, bisogna prenderne atto, si contrappone la posizione equilibrata, rigorosa e produttiva di risultati del Governo Meloni.