FSC, SCHIFANI: “LA REGIONE HA CAMBIATO PASSO”

di Redazione

Schifani annuncia una svolta economica per l’isola. I dati ufficiali emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che hanno permesso di redigere il bollettino di monitoraggio della Regione non lasciano spazio a interpretazioni o a narrazioni di comodo: si tratta di fatti concreti, misurabili e inconfutabili che testimoniano una netta accelerazione nell’impiego delle risorse pubbliche.

La Sicilia si attesta infatti ai vertici della classifica nazionale per quanto riguarda l’attuazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione relativo al ciclo di programmazione 2021-2027, smentendo con la forza dei numeri qualunque scetticismo preconcetto. Dinanzi a questi risultati oggettivi, le opposizioni e i detrattori che spesso remano contro il progresso dell’isola farebbero bene a prenderne atto e a farsene definitivamente una ragione, poiché la realtà dei fatti supera ogni polemica politica.

Entrando nel dettaglio dei flussi finanziari, la macchina amministrativa regionale ha dimostrato una capacità di spesa straordinaria, posizionandosi al primo posto in Italia per l’ammontare dei pagamenti effettivamente erogati, che hanno raggiunto l’importo di 253 milioni di euro. Parallelamente, sul fronte degli impegni giuridicamente vincolanti, la Regione si colloca sul secondo gradino del podio nazionale con ben 706 milioni di euro, distanziata solo da uno scarto infinitesimale rispetto alla prima posizione. Questo doppio primato assume un valore ancora più rilevante se si analizza il trend di crescita dell’ultimo anno, caratterizzato da un incremento degli impegni del 133% – da 303 a 706 milioni – e da un vero e proprio balzo in avanti dei pagamenti, lievitati del 743% rispetto ai 30 milioni della rilevazione precedente.

La base di questa imponente architettura finanziaria è costituita dall’Accordo di coesione siglato con il Governo centrale nel maggio del 2024, uno strumento che ha assegnato alla Sicilia una dotazione finanziaria complessiva di quasi 5 miliardi di euro, la più cospicua a livello nazionale. Sebbene l’accordo sia diventato pienamente operativo soltanto verso la fine dello scorso anno, l’amministrazione ha impresso un ritmo serrato alle procedure, trasformando le delibere teoriche in investimenti sul territorio dedicati a comparti vitali quali la mobilità, la tutela ambientale, l’approvvigionamento idrico e la competitività del sistema produttivo.

Il passaggio dalla fase burocratica a quella realizzativa è evidente nel raddoppio dei progetti attivi. Gli interventi che vedono lavori e forniture già in corso d’opera sono passati da 69 a 148, mentre sei importanti opere pubbliche risultano già interamente completate. Tra le infrastrutture strategiche spiccano i tre impianti di dissalazione situati a Trapani, Gela e Porto Empedocle, entrati a pieno regime nell’estate del 2025 grazie a un investimento di 90 milioni di euro. Queste strutture hanno permesso di immettere 350 litri al secondo di risorsa idrica nelle reti costiere, alleviando la crisi idrica e riducendo il prelievo dagli invasi interni dell’isola. Altrettanto rilevante è il cantiere della piattaforma logistica intermodale di Tremestieri a Messina, un’opera da 115 milioni di euro finalizzata a rivoluzionare il transito marittimo dello Stretto e a liberare il porto storico della città dal traffico pesante.

La programmazione futura poggia su basi altrettanto solide. Sono attualmente in corso procedure di gara per un valore complessivo che sfiora i 177 milioni di euro, con oltre 118 milioni già aggiudicati e in via di contrattualizzazione. L’obiettivo fissato per il prossimo primo dicembre prevede il raggiungimento della soglia di un miliardo di euro di impegni complessivi.

Analizzando la ripartizione dei fondi, emerge la centralità del settore dei trasporti e della mobilità, che assorbe il 28% delle risorse, seguito dall’ambiente con il 22% e dal sostegno alle imprese con il 18%. La capillarità degli interventi si traduce in 28 cantieri stradali attivi, 21 interventi di riqualificazione degli edifici scolastici, altrettanti progetti destinati agli asili nido e 10 grandi opere nel comparto acquedottistico.

I dati esposti confermano che la Sicilia ha intrapreso una strada di sviluppo economico senza precedenti.