DOMANI VERTICE DI MAGGIORANZA SULLA MANOVRA

di Redazione

In un clima di forte incertezza politica, la seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana prevista per ieri è stata ufficialmente rinviata, lasciando spazio a una serie di vertici.

La giornata è stata scandita prima da un faccia a faccia tra i capigruppo della maggioranza di centrodestra e, successivamente, dalla Conferenza dei Capigruppo convocata d’urgenza dal Presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, per tentare di mediare tra le diverse anime della coalizione.

Al centro della crisi vi sono le profonde tensioni emerse in Commissione Bilancio riguardo alla gestione del blocco delle assunzioni nelle società partecipate della Regione, una misura restrittiva valida fino al 2027 nata da un precedente emendamento a firma Pd.

Il governo Schifani aveva inizialmente proposto una deroga mirata esclusivamente per la Seus, essenziale per garantire la continuità del servizio di emergenza 118, e per l’Ast, l’azienda di trasporto regionale in grave affanno di organico.

Tuttavia, il tentativo di allargare il perimetro delle esenzioni ad altri enti ha scatenato un acceso scontro politico, alimentando i timori di una nuova stagione di “assumifici“.

Per scongiurare il rischio concreto di una sonora bocciatura in Aula – dove lo spettro dei “franchi tiratori” e l’insidia del voto segreto avrebbero potuto affossare il provvedimento – l’esecutivo ha scelto la strada del ritiro cautelativo dell’emendamento.

La partita si sposta ora a Catania, dove domani è previsto un vertice di maggioranza decisivo: l’obiettivo è definire una linea comune sui tempi e, soprattutto, sui contenuti tecnici della manovra correttiva e delle variazioni di bilancio, nel tentativo di ricompattare le fila prima del ritorno in Aula.