Schifani non si dimette e tratta

Come previsto, ieri Schifani non si è dimesso. Martedì prossimo si terrà a Roma l’incontro con Tajani. Schifani ha chiesto che all’incontro non sia presente Minardo e probabilmente verrà accontentato. Schifani minaccerà le dimissioni anche in quell’occasione, ma è consapevole che i margini per la ricandidatura si sono ormai ristretti e tratterà quindi per il suo futuro. Quello che però potrebbe ottenere è di rimanere in sella fino a far coincidere la chiusura della legislatura regionale con quella nazionale (ossia in primavera o persino nel prossimo autunno) con la garanzia di un posto autorevole per il dopo in cambio della scelta (presentata come sua) di non ricandidarsi.
Notiziario La Nazione Siciliana del 9 ottobre 2026
Giunta approva disegno di legge sulla trasparenza

La Giunta regionale ha approvato ieri, su suggerimento dell’assessore Dagnino che vi lavorava da tempo, un disegno di legge che introduce regole nuove sui rapporti tra amministrazione e portatori di interessi privati. Se approvata dall’Ars, sarebbe una delle leggi più avanzate e stringenti in Europa. Registro pubblico dei lobbisti, registrazione entro cinque giorni di ogni incontro con presidente, assessori, uffici di diretta collaborazione, dirigenti e funzionari. Tracciati anche i contatti informali su singole pratiche: autorizzazioni, concessioni, contributi, tempi di istruttoria, e così via. Insomma norme avanzatissime di trasparenza e garanzia per i cittadini.
Notiziario La Nazione Siciliana del 9 ottobre 2026
L’assassino di Noemi adesso ha il fiato sul collo

Dopo aver stabilito con ragionevole certezza che Noemi Impellizzeri è stata assassinata e che il suicidio è stato simulato tentando poi di coprire ogni traccia con un incendio, le forze dell’ordine stanno stringendo il cerchio sul possibile assassino. Finora vi è un solo indagato, Tony Proietto, l’amico di Noemi che continua a gridare la sua totale innocenza, ma le indagini si sono estese anche ad altre persone che avevano frequentazioni con la vittima. Si esaminano i cellulari, piccole tracce ematiche e le orme sul terrazzo dal quale potrebbe essere fuggito l’assassino che ormai sembra davvero avere il fiato sul collo di chi sta conducendo le indagini.
Notiziario La Nazione Siciliana del 9 ottobre 2026
Polizia accerchiata e aggredita anche a Ballarò

Un altro grave episodio nel cuore del centro storico di Palermo. Tutto è cominciato quando due giovani su un Honda Sh non si sono fermati all’alt di una pattuglia della polizia. La volante li ha inseguiti fin quando a Ballarò si è scontrata con un altro ciclomotore, che percorreva la strada contromano. Così i due giovani inseguiti sono riusciti a dileguarsi. Numerosi residenti si sono poi riversati in strada circondando i poliziotti, dando vita a momenti di forte tensione durati fino all’arrivo di altre volanti. L’episodio riporta alla mente quanto accaduto di recente a Falsomiele, dove gli agenti si erano trovati in una situazione analoga.
Notiziario La Nazione Siciliana del 9 ottobre 2026
Corsa di cavalli clandestina con pistole a Palagonia

A Palagonia è andata in scena un’altra corsa clandestina di cavalli alle prime luci dell’alba di ieri. Nel video, i fantini guidano i calessini mentre i cavalli si sfidano, circondati da decine di ragazzi in scooter, e tra gli inseguitori compaiono tre persone armate di pistola. A rendere pubbliche le immagini è stato l’attivista per i diritti degli animali Enrico Rizzi, che ha pubblicato il filmato nei suoi canali social e lo ha inviato al prefetto, al questore e ai carabinieri chiedendo indagini immediate. Non si tratta di un episodio isolato. Già lo scorso 8 maggio, a Catania, un’altra corsa era stata scortata da uomini armati, uno dei quali con un kalashnikov è stato poi arrestato.
Notiziario La Nazione Siciliana del 9 ottobre 2026
Approvata la legge elettorale. Preferenze e governabilità

Con 227 voti a favore e 164 contrari, la Camera ha approvato ieri definitivamente la legge elettorale dando al Paese la certezza di sapere, la sera stessa del voto, chi lo governerà. Chi supera il 42% ottiene un premio di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, abbastanza per governare cinque anni senza ribaltoni e senza maggioranze cucite nei palazzi. Ogni coalizione dovrà indicare in anticipo il proprio candidato premier. La maggioranza ha anche mantenuto l’impegno sulle preferenze. Arriva infine il voto per i fuori sede, una conquista per migliaia di studenti e lavoratori, tanti siciliani tra loro, costretti finora a lunghi viaggi per votare.