VINI D’ITALIA 2027: ALLA SICILIA 32 RICONOSCIMENTI

di Redazione

Tra le pagine di Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso, la Sicilia mette a segno una delle prestazioni più brillanti della sua storia recente. Nella quarantesima edizione del volume presentato presso il Roma Convention Center – La Nuvola domenica scorsa, e che recensisce oltre 23.000 etichette di 2.600 produttori, l’isola conquista trentuno massimi riconoscimenti complessivi. Un risultato che la proietta al sesto posto della classifica nazionale, subito dietro i colossi tradizionali del settore.

A coronare questa straordinaria affermazione è il premio speciale attribuito all’Etna Bianco Arrigo 2023 di Alta Mora, cantina legata alla famiglia Cusimano. Ottenuto da uve Carricante, questo vino si è aggiudicato il titolo di miglior bianco dell’anno a livello nazionale, simbolo di una viticoltura di montagna che preserva freschezza e sapidità.

La vera sorpresa dell’edizione risiede tuttavia nella consacrazione definitiva dei bianchi siciliani, capaci di superare le complessità legate alla siccità dell’annata 2024 che ha messo a dura prova la maturazione dei rossi. I vitigni autoctoni come Grillo, Catarratto e Carricante non sono più considerati semplici alternative, ma rappresentano oggi il vero motore stilistico della regione, fondato su eleganza, freschezza e bevibilità.

L’elenco delle etichette premiate con i tre bicchieri riflette la ricchezza di questo variegato mosaico territoriale. Sul fronte dei bianchi e degli autoctoni di altitudine, la guida incorona il Biancoviola 2024 di Aldo Viola e la straordinaria batteria degli Etna Bianco: A’ Puddara 2024 della Tenuta di Fessina, Anthemis 2024 firmato Monteleone, Contrada Arcuria 2024 di Restivo, Contrada Cottanera 2022 di Cottanera, Contrada Pietrarizzo 2024 di Francesco Tornatore, Muganazzi 2024 di Graci ed Etna Bianco Superiore Contrada Volpare Frontebosco 2025 di Maugeri.

La vivacità del vitigno Grillo si rispecchia nelle affermazioni del Sicilia Acini di Grillo 2025 di Possente, del Firma del Tempo Riserva 2024 di Cantine Fina, del Whitaker Mozia 2025 targato Tasca d’Almerita, del Trisole 2025 prodotto da Cantine Birgi – Feudo Stagnone e del Kheirè Riserva 2024 della Tenuta Gorghi Tondi.

La selezione delle perle insulari e dei vini dolci e liquorosi si arricchisce con Grotta dell’Oro 2025 di Hibiscus (dall’isola di Ustica), Infatata 2025 di Caravaglio, Magaggiaro 2025 di Mandrarossa (Cantine Settesoli), Zibibbo 2025 di Barraco, lo storico Marsala Superiore Secco 2016 dell’azienda Francesco Intorcia Heritage e il leggendario Passito di Pantelleria Ben Ryè 2023 di Donnafugata.

Anche la grande tradizione dei rossi mantiene una presenza di altissimo profilo, guidata dal Cerasuolo di Vittoria 2024 di Feudi del Pisciotto e da un’imponente rappresentanza di Etna Rosso: il Calderara Sottana 2024 di Girolamo Russo, il Cavanera Rovo delle Coturnie Contrada Marchesa 2022 di Firriato, la Riserva Contrada Vigneto Monte Gorna Vigna Vecchia 2020 di Cantine Nicosia e il Vigneto Barbagalli 2023 di Pietradolce.

A completare questo quadro d’eccellenza intervengono il Faro 2024 Le Casematte e il Faro 2021 del Palari di Salvatore Geraci, affiancate dal Sicilia Nerello Mascalese 2023 di Feudo Arancio, dai Nero d’Avola Sicilia Saia 2024 di Feudo Maccari e Duca Enrico 2022 di Duca di Salaparuta, fino al celebre Noto Santa Cecilia 2023 della cantina Planeta. Un panorama completo che testimonia come la viticoltura siciliana sappia guardare al futuro coniugando identità territoriale e qualità diffusa.