Quattordici cuccioli di appena qualche settimana – piccoli bulldog francesi e bassotti arlecchino – sono stati ritrovati dai carabinieri a Bonagia, un quartiere di Palermo, ammassati in un box privo di luce, acqua pulita e cibo adeguato, tutti con evidenti segni di parassitosi. Una scena drammatica, ma purtroppo tutt’altro che isolata. Solo pochi giorni prima, infatti, a Librino (Catania) la polizia aveva tratto in salvo altri 32 animali, rinchiusi nelle medesime condizioni all’interno di un garage.
L’operazione a Palermo è scattata durante un controllo a largo raggio nel complesso residenziale di via Felicia Impastato. L’intervento ha visto sul campo la Compagnia Piazza Verdi con il supporto del 12° Reggimento “Sicilia”, del Nucleo Cinofili, dei Carabinieri Forestali e dei Vigili del Fuoco. I cuccioli, trovati in condizioni igienico sanitarie precarie, sono stati immediatamente posti sotto sequestro e messi al sicuro, affidati alle cure del canile municipale. Il responsabile, un uomo di 51 anni, è stato denunciato per maltrattamento di animali.
A Catania la scoperta invece è avvenuta quasi per caso. Durante un normale pattugliamento nel quartiere Librino, gli agenti delle Volanti sono stati attratti dal guaire insistente che proveniva da un garage. All’interno, gli agenti si sono trovati di fronte a uno scenario tragico: 20 cagnolini e 12 furetti stipati in gabbie minute, tra sporcizia e malnutrizione. I veterinari dell’Asp intervenuti sul posto hanno confermato le precarie condizioni di salute e l’assenza di microchip. Per il proprietario, un 55enne del posto, sono scattate la denuncia e una sanzione di 2.700 euro.
Questi due casi destano particolare scalpore perché emersi a pochi giorni di distanza ma gli episodi simili negli ultimi mesi sono parecchi. A luglio, a San Giuseppe Jato, i Carabinieri Forestali avevano scoperto oltre cento cani stipati all’interno di un’abitazione privata, con gravi patologie infettive e parassitarie. A maggio, a Caccamo, un altro sequestro aveva coinvolto 16 animali tenuti in stato di abbandono. La dinamica si ripete identica da una provincia all’altra: animali trasformati in merce, maltrattati e ammassati in spazi angusti.
Gli strumenti per punire ci sono. La legge 82 del 2025, in vigore dal 1° luglio 2025, ha inasprito le pene: per il maltrattamento sono previsti da 6 mesi a 2 anni di reclusione e una multa da 5.000 a 30.000 euro. Le pene aumentano anche quando i fatti riguardano più animali.
Eppure, il punto centrale resta un altro. Né il blitz di Bonagia né quello di Librino sono nati da un’inchiesta mirata sulla tutela degli animali, bensì da controlli di routine o segnalazioni occasionali. Un dettaglio che fa riflettere: se nel corso di una sola settimana ne sono stati individuati casualmente ben due, quanti altri garage come questi restano nell’ombra? Due scoperte in pochi giorni, in due città diverse, dicono che il fenomeno in Sicilia è diffuso e va cercato attivamente con controlli mirati e verifiche approfondite sul commercio di cuccioli.
Non possiamo più permetterci di sottovalutare questi episodi. Ridurre esseri viventi e indifesi a semplici merci da vendere, condannandoli al buio, al degrado e alla sofferenza in nome del profitto, è una vera e propria barbarie morale. Voltarsi dall’altra parte di fronte a questo business senza scrupoli significa rendersi complici di una vergogna che una società civile come la nostra non può e non deve più tollerare.
. CUCCIOLI MALTRATTATI PALERMO CUCCIOLI MALTRATTATI PALERMO