Bis di Jonas Vingegaard: dopo il Blockhaus vince anche sul Corno alle Scale. Eulalio resta in rosa

di Valentino Sucato

La nona tappa del Giro d’Italia 2026 ha incoronato ancora una volta Jonas Vingegaard, padrone assoluto del finale di Corno alle Scale, ma soprattutto ha lasciato dietro di sé una lunga scia di interrogativi sulla condizione di Giulio Pellizzari.

Vingegaard vince facile

Il danese della Visma | Lease a Bike ha colpito nel momento esatto in cui i grandi corridori fanno la differenza: gli ultimi mille metri, quelli più duri, più crudeli, dove la salita supera il 10% e non lascia spazio né alle esitazioni né alle mezze condizioni. Un’accelerazione secca, violenta, a 900 metri dal traguardo, sufficiente per staccare anche un combattivo Felix Gall e involarsi verso il successo in solitaria.

Dietro di lui il vuoto. Gall ha limitato i danni chiudendo a dodici secondi, mentre la sorpresa di giornata è stata senza dubbio Davide Piganzoli, splendido terzo a trentaquattro secondi insieme a Thymen Arensman. Ottimo anche il rendimento della maglia rosa Afonso Eulálio, che pur cedendo qualcosa nel finale è riuscito a salvare il simbolo del primato grazie a una prova di grande regolarità. Nella top ten anche Sepp Kuss, Jai Hindley e Michael Storer.

Dubbi sulla condizione fisica di Pellizzari

Ma il tema più pesante della giornata riguarda inevitabilmente Pellizzari. L’azzurro, attesissimo dopo le brillanti prestazioni della prima settimana, è crollato proprio quando la corsa si è incendiata. Le immagini degli ultimi chilometri hanno raccontato più di qualsiasi cronometro: il giovane italiano già nelle retrovie ai piedi della salita finale, poi sempre più in difficoltà mentre la Decathlon di Gall aumentava il ritmo, fino al definitivo cedimento negli ultimi tre chilometri. Spalle che oscillavano, pedalata scomposta, il tentativo disperato di restare agganciato ai migliori. Alla fine il distacco è stato pesante, un minuto e ventisette secondi, ma la sensazione è che il problema vada oltre il semplice calo atletico.

Qualcosa sembra essersi incrinato dopo il Blockhaus. Già nelle ore precedenti all’arrivo di Corno alle Scale c’erano segnali evidenti: Pellizzari costantemente nelle ultime posizioni del gruppo dei migliori, sempre protetto dal compagno Giovanni Aleotti, incapace però di reagire quando la corsa ha cambiato marcia. Una scena inattesa per uno dei corridori più brillanti di questo inizio Giro. Se sia un problema fisico, una giornata semplicemente negativa o qualcosa di più serio, lo diranno le prossime tappe. Ma il colpo morale e tecnico è evidente.

Sintesi della gara

La tappa si era sviluppata secondo un copione vivacissimo fin dalle prime battute. Dopo una lunga serie di scatti e contrattacchi, la fuga buona aveva preso forma con uomini importanti e corridori pronti a giocarsi il successo. Dentro c’erano, tra gli altri, Einar Rubio, Giulio Ciccone, Diego Ulissi e Lorenzo Milesi. Proprio Ciccone ha provato a trasformare la giornata in una grande impresa personale. L’abruzzese ha attaccato più volte, prima liberandosi dei compagni di fuga e poi tentando una lunga cronoscalata verso Corno alle Scale.

Per alcuni chilometri il sogno ha persino preso forma. Ciccone aveva ancora oltre un minuto di vantaggio quando mancavano cinque chilometri all’arrivo, ma dietro la Visma aveva iniziato a organizzarsi con freddezza impressionante. Nessuno scatto improvviso, nessuna frenesia: ritmo costante, sempre più duro, fino a riportare sotto il fuggitivo. Quando Gall ha accelerato a poco più di due chilometri dal traguardo, Vingegaard ha risposto con apparente facilità. Da lì la corsa si è trasformata in un duello tra i due migliori scalatori della giornata.

Ciccone ha provato a resistere con orgoglio, zigzagando sulla strada pur di mantenere un margine, ma la sua azione si è esaurita proprio nel tratto più duro. Prima il ricongiungimento, poi il crollo. Gall e Vingegaard sono passati oltre senza voltarsi, mentre dietro Arensman riusciva addirittura a staccare lo stesso Ciccone nel finale.

Vingegaard padrone assoluto del Giro?

La vittoria del danese lancia un messaggio chiarissimo al Giro. Vingegaard non solo è il più forte in salita, ma sembra avere una squadra capace di controllare la corsa con lucidità assoluta. La Visma | Lease a Bike ha lasciato lavorare gli altri per gran parte della giornata, poi ha preso il comando nel momento decisivo e ha demolito la corsa nel finale. Una gestione da grande squadra, da formazione che sa perfettamente quando colpire.

Gall esce comunque rafforzato dalla tappa. L’austriaco della Decathlon CMA CGM ha dimostrato grande continuità e coraggio, provando persino ad attaccare Vingegaard prima dell’affondo decisivo del danese. Gli manca forse il cambio di ritmo devastante del rivale, ma la sua regolarità potrebbe diventare un fattore importante nella seconda metà del Giro.

Bene Piganzoli

Resta infine la splendida conferma di Piganzoli, autore di una prestazione di maturità assoluta su una salita selettiva e durissima. Il giovane italiano ha gestito il proprio sforzo con intelligenza, senza mai andare fuori giri, raccogliendo un podio di tappa che vale tantissimo sia sul piano tecnico sia su quello morale.

Corno alle Scale, dunque, non ha soltanto premiato il più forte. Ha anche ridefinito equilibri, gerarchie e speranze di questo Giro d’Italia 2026. E soprattutto ha aperto un interrogativo pesante sul futuro immediato di Pellizzari, il cui improvviso blackout rischia di cambiare profondamente il volto della corsa rosa.

L’ordine d’arrivo

1 VINGEGAARD Jonas Team Visma | Lease a Bike 4:20:21

2 GALL Felix Decathlon CMA CGM Team 0:12

3 PIGANZOLI Davide Team Visma | Lease a Bike 0:34

4 ARENSMAN Thymen Netcompany INEOS 0:34

5 EULÁLIO Afonso Bahrain – Victorious 0:41

6 GEE-WEST Derek Lidl – Trek 0:46

7 RONDEL Mathys Tudor Pro Cycling Team 0:46

8 KUSS Sepp Team Visma | Lease a Bike 0:46

9 HINDLEY Jai Red Bull – BORA – hansgrohe 0:50

10 STORER Michael Tudor Pro Cycling Team 0:50

Classifica generale:

1 Eulálio Afonso Bahrain Victorious 38:49:44

2 Jonas Vingegaard Team Visma | Lease a Bike +2:24

3 Felix Gall Decathlon AG2R La Mondiale Team +2:59

4 Jai Hindley Red Bull–BORA–hansgrohe +4:32

5 Christian Scaroni XDS Astana Team +4:43

6 Thymen Arensman INEOS Grenadiers +5:00

7 Mathys Rondel Tudor Pro Cycling Team +5:01

8 Ben O’Connor Team Jayco AlUla +5:03

9 Giulio Pellizzari Red Bull–BORA–hansgrohe +5:15

10 Michael Storer Tudor Pro Cycling Team +5:20

11 Markel Beloki EF Education–EasyPost +6:02

12 Jan Hirt Soudal Quick-Step +6:11

13 Davide Piganzoli Team Visma | Lease a Bike +6:11

14 Derek Gee Lidl–Trek +6:15