Successo in volata per la Waterpolo Palermo. I siciliani piegano di misura la Pallanuoto Roma 7Roma
Pallanuoto07 Novembre 2026 - 16:22
La Nautilus Aviation Waterpolo Palermo deve sudare le classiche sette camicie prima di poter esultare per il primo successo nel torneo. Nell’incontro valevole per la seconda giornata del girone sud del campionato di Serie A2 i padroni di casa regolano 13-12, al termine di una girandola di emozioni, la mai doma Pallanuoto Roma 7Roma.
I padroni di casa aprono le ostilità con il lungolinea di Tkac. Gli ospiti replicano con Corelli e mancano il rigore del vantaggio con Presciutti ipnotizzato da Calabresi. L’uno-due Eskert-Galioto vale il break del 3-1, ma gli ospiti replicano con Moroni e Muzi per il 3-3. L’ultima parola però è di capitan Galioto che, a un secondo dal termine, scaglia la conclusione del 4-3.
La doppietta di Presciutti rimette in equilibrio il match dopo il punto del 5-3 timbrato da Migliaccio. Il fulmine da posizione tre di Occhione vale il provvisorio 6-5, i capitolini però non mollano e impattano ancora con la conclusione secca e precisa di Corelli. Il sette in calottina bianca prova l’allungo in chiusura con il secondo acuto di Tkac e il diagonale da mano sbagliata da Scafidi per l’8-6 di metà partita.
La truppa allenata da Raimondo cambia passo a inizio ripresa quando Occhione e la micidiale ripartenza finalizzata da Pettonati valgono il 10-6. In una sfida che procede a strappi gli ospiti ritornano sotto piazzando il 3-0 firmato ancora da Corelli, Muzi e da Moroni per il 10-9. Giorgio Occhione si prende ancora la scena a tre secondi dal termine, lascia partire il siluro da posizione tre che s’insacca all’angolino e manda le due squadre all’ultima pausa sull’11-9.
Il mortifero tracciante dalla distanza di Presciutti accorcia sull’11-10 e la parabola disegnata da Lucci fissa l’11-11. Eskert, dal perimetro, scaglia il tiro del 12-11, ma è pronta la replica di Filippi per la nuova parità. La deliziosa parabola disegnata da Galioto firma il 13-12 che si rivelerà decisivo anche perché nell’ultima azione la coriacea formazione capitolina sballa la conclusione del possibile pareggio.