Addamo “Soddisfatto dei miei atleti, una scelta non gareggiare nei 3km”
Nuoto26 Febbraio 2026 - 15:30
La società La Fenice ha terminato al terzo posto di società il recente campionato regionale primaverile di fondo, ma nel medagliere è risultata seconda solo alla Mimmo Ferrito conquistando due ori, due argenti e due bronzi. Questo il commento del tecnico Alessandro Addamo: “Premetto che il nuoto di fondo ha subito un cambiamento significativo negli ultimi anni: i criteri di accesso alle competizioni nazionali, anche in acque libere, determinati dalle distanze del settore nuoto sugli 800 e 1500 metri stile libero, hanno dei tempi limite di qualificazione sempre più stringenti. Di conseguenza gli atleti che alleno, protagonisti in Sicilia e alcuni in ambito nazionale, sia nel nuoto in vasca sia nel nuoto di fondo, seguono una programmazione basata su una corretta distribuzione dei carichi di allenamento e degli impegni agonistici, oltre che su una pianificazione dei periodi di riposo. Credo che attraverso questo equilibrio sia possibile mantenere buoni standard prestativi in entrambi i settori, lungo un calendario ricco di appuntamenti importanti, tutelando e la longevità della carriera sportiva in uno sport dall’alto tasso di abbandoni”.
Venendo alle gare di domenica a Nesima ha aggiunto: “Al Campionato Regionale di Fondo Indoor ho assistito a gare di ottimo livello qualitativo, sia da parte di chi si cimentava per la prima volta su queste distanze sia degli atleti più esperti. È evidente che tutti abbiano trovato un riferimento molto simile alle competizioni che abitualmente disputano in vasca da 25 metri in questa prima parte della stagione; per questo motivo, le cause di tali prestazioni sono da attribuire, oltre che all’ottimo lavoro dei tecnici siciliani – sempre più orientati alla qualità tecnica nelle gare in vasca, anche in funzione di tempi limite di qualificazione sempre più selettivi per le principali manifestazioni nazionali – anche alle scelte tecnico-organizzative adottate dal Comitato Regionale”.
A Nesima si è gareggiato in vasca da 25 metri
Addamo ha poi spiegato: “La decisione di disputare il campionato in vasca coperta si è rivelata estremamente determinante, soprattutto in un impianto di alto profilo come quello di Nesima. Pur trattandosi di una vasca da 50 metri, l’impianto dispone di un pontone per la trasformazione in 25 metri che, per motivi tecnici, può essere rimosso soltanto una volta l’anno. Durante il periodo invernale, pertanto, la struttura viene suddivisa in una vasca da 25 metri utilizzata per le gare e una da 24 metri destinata al riscaldamento pre-gara per l’intero arco della manifestazione. Questa configurazione rende l’impianto particolarmente idoneo alle competizioni, offrendo ampi spazi agli atleti e consentendo un riscaldamento adeguato in vista di gare molto lunghe. Al momento, in Sicilia, solo questo impianto coperto garantisce tali condizioni”.
Il tecnico de La Fenice ha aggiunto: “Va ricordato che attualmente la Sicilia non dispone di alcun impianto coperto da 50 metri, né per allenarsi né per gareggiare. Le vasche scoperte, seppur riscaldate, presentano criticità climatiche che nel periodo invernale possono incidere negativamente sulla prestazione degli atleti, sotto il profilo fisiologico e, di conseguenza, anche in ottica di qualificazione al Campionato Italiano Indoor. La qualificazione avviene infatti attraverso una graduatoria nazionale per anno di nascita, stilata sulla base dei risultati conseguiti nei campionati regionali di tutta Italia, molti dei quali si disputano in impianti coperti da 50 metri di primissimo livello. La Sicilia, non disponendo attualmente di tali strutture, utilizzerà in questo caso – come espressamente previsto dal regolamento federale di riferimento e come avviene anche nel settore nuoto – le tabelle federali di conversione per i risultati ottenuti in vasca da 25 metri”.
Corretta per lui la scelta: “È vero che i Campionati Italiani – per chi riuscirà a qualificarsi – si svolgeranno a Riccione in vasca da 50 metri, ma è altrettanto fondamentale mettere gli atleti nelle condizioni ideali per esprimersi al meglio. Non solo in chiave di qualificazione, ma soprattutto sotto il profilo motivazionale: devono essere pienamente responsabili della propria prestazione, senza che questa venga condizionata da orari penalizzanti, riscaldamenti troppo distanti dalla gara o eccessivamente brevi, oppure da condizioni atmosferiche instabili e non idonee a una manifestazione “secca”, senza ulteriori prove a disposizione. Domenica ho visto tanti sorrisi e molta serenità tra gli atleti; alcuni sono addirittura transitati ai passaggi intermedi con tempi in linea con i propri personali nei 1500 stile libero.”.
Il giudizio di Addamo sui risultati La Fenice
Tracciando un bilancio prosegue: “La competizione ha fornito indicazioni importanti anche a noi tecnici: segnali che forse non sono immediatamente comprensibili a chi non svolge questo ruolo, ma che per noi rappresentano parametri fondamentali sullo stato di preparazione, sia degli atleti assoluti sia dei più giovani. Siamo infatti solo a fine febbraio, con i Campionati Italiani di Fondo Indoor previsti per metà aprile e quelli in acque libere a giugno, senza dimenticare le gare del settore nuoto in programma ai Campionati Regionali in vasca corta di metà marzo e ai Criteria 2026 (Campionato Italiano di categoria in vasca corta), sempre a Riccione, a fine marzo. Si tratta di un calendario agonistico particolarmente ricco di impegni, nel quale motivazione e sensazioni positive in gara – soprattutto nelle competizioni su cui si punta maggiormente – rappresentano un supporto determinante per il lavoro quotidiano degli atleti e, di conseguenza, per il nostro”.
Entrando nel dettaglio degli atleti che allena conclude: “Per quanto riguarda i miei atleti, posso ritenermi estremamente soddisfatto. Le tre migliori prestazioni assolute sui 5000 metri sono state stabilite da tre miei atleti: Simone Capostagno con il tempo di 53’38”8 (media di 1’04” ogni 100 metri, con chiusura degli ultimi 1500 metri a 1’03” di media), Francesco Rapisardi in 54’29”6 (media di 1’05”) e Gabriele Molonia in 55’11”4 (media di 1’06”). Ottimi risultati anche dal settore femminile, con la seconda e la terza migliore prestazione assoluta ottenute rispettivamente da Gaia Piccione e Alessia Ferraro in 1h00’37” e 1h00’43” (media di circa 1’12” ogni 100 metri), con passaggi ai 1500 metri molto vicini ai rispettivi primati stagionali. Si registrano inoltre importanti miglioramenti nella categoria Juniores: Isabella Roccaro ha fatto segnare la migliore prestazione di categoria, transitando ai 1500 metri con un tempo molto simile al proprio personale sulla stessa distanza; lo stesso vale per Noemi Spitaleri e per molte altre atlete di diverse società, che hanno trovato nella vasca riferimenti su distanze ben conosciute, utili a impostare una strategia di gara efficace”.
La scelta di non far partecipare i Ragazzi e lo sguardo ai prossimi appuntamenti: “É ovvio che non tutte le prestazioni siano state perfettamente in linea con il valore tecnico di alcuni atleti; tuttavia, l’errore in gara fa parte del percorso, ed è assolutamente comprensibile sia nei giovani sia negli atleti più esperti, che possono incappare in una prova meno brillante senza che questo sminuisca il proprio valore agonistico o il proprio impegno.
Ho scelto, infine, di non schierare atleti sulla distanza dei 3000 metri, poiché ritengo che gli atleti attualmente a disposizione non siano ancora pronti ad affrontare questo tipo di impegno. La chiusura dell’impianto, in cui ci alleniamo, lo scorso anno ha infatti quasi azzerato il nostro settore Esordienti, incidendo inevitabilmente sul percorso di crescita delle fasce più giovani.
Adesso ci dedicheremo alla preparazione dei prossimi impegni, con un occhio alle graduatorie del fondo che saranno pubblicate a fine marzo, ma soprattutto concentrandoci sulle principali manifestazioni del settore nuoto, nelle quali molti nostri atleti ricoprono un ruolo da protagonisti”.