Il sipario del Teatro Massimo di Ortigia si è aperto per celebrare i cento anni di Confindustria Siracusa, davanti a una platea d’eccezione composta da rappresentanti delle istituzioni, industriali e figure del mondo produttivo. Durante l’evento intitolato emblematicamente “100 anni di futuro”, il presidente della Regione Renato Schifani ha voluto rimarcare il valore strategico che l’intero comparto industriale e manifatturiero riveste per l’intera regione, ponendo l’accento sulla necessità imperativa di affiancare e tutelare le realtà che generano occupazione e ricchezza locale.
Nel corso dei lavori dell’assemblea, contrassegnata dal Patrocinio accordato dal Parlamento europeo, sono emersi chiaramente i contorni di una sfida cruciale: coniugare la spinta verso un’economia sempre più sostenibile con la salvaguardia dei livelli occupazionali del polo industriale siracusano.
Quest’ultimo, infatti, costituisce un vero e proprio motore per la nazione, grazie alle sue raffinerie capaci di garantire una quota vicina al trenta per cento della capacità complessiva di lavorazione del greggio in Italia e di sostenere una rete lavorativa di oltre quarantamila occupati tra impieghi diretti, indiretti e comparto dell’indotto.
Schifani ha preso la parola per tracciare un bilancio dell’azione di governo, sottolineando la centralità delle realtà produttive di ogni dimensione. Il Governatore ha scandito con determinazione l’indirizzo dell’amministrazione proclamando che “La Sicilia ha bisogno delle sue imprese. Ha bisogno della grande industria e delle piccole aziende, dell’indotto, di chi esporta e di chi prova ad avviare un’attività. Il compito delle istituzioni è creare le condizioni affinché questo impegno trovi convenienza, prospettive e fiducia”.
Un richiamo chiaro volto a confermare come l’azione pubblica debba adoperarsi per garantire certezze operative, snellire radicalmente le lungaggini della burocrazia e rimettere in circolo importanti risorse finanziare a beneficio del tessuto imprenditoriale e dei cittadini.
I dati emersi durante il dibattito testimoniano una fase di consistente reattività per l’economia siciliana, evidenziando una crescita del prodotto interno lordo a ritmi superiori alla media nazionale negli ultimi anni, accompagnata da un significativo incremento del tasso di occupazione e da un deciso rafforzamento del gettito fiscale, ottenuto senza gravare con nuove imposte sulla collettività.
A supporto delle attività produttive sono stati richiamati anche i recenti interventi finanziari legati al credito d’imposta per la Super Zes, inseriti nell’ambito delle ultime manovre finanziarie per assicurare continuità e stabilità alle intenzioni di investimento manifestate dagli imprenditori.
L’attenzione dell’esecutivo regionale si è posata anche sulle infrastrutture e sui servizi essenziali del territorio aretuseo, a partire dalle fasi di sblocco e realizzazione del nuovo polo ospedaliero cittadino, opera da oltre quattrocento milioni di euro ritenuta indispensabile per elevare la qualità della vita e rendere il comprensorio maggiormente attrattivo.
All’appuntamento non sono mancati i contributi trasmessi tramite gli interventi in video della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e del numero uno di Confindustria Emanuele Orsini. Dal palco di Ortigia ha preso poi la parola il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il quale ha ribadito come l’asset energetico siracusano rappresenti una componente vitale della sicurezza nazionale ed europea, sollecitando al contempo un approccio alla transizione ecologica che sappia proteggere la forza delle fabbriche anziché ostacolarla.